Associazioni di persone

Dopo un’indagine statistica accurata e approfondita, bottega di idee, in base ad associazioni di parole eseguita da anonimi, struttura differenti tipi di persona, di parola, di pensiero. Da quattro termini suggeriti da bottega di idee, gli anonimi autori fanno un semplice esercizio di associazioni di parole. Oggi le quattro parole interessate sono “passato”, “presente”, “futuro” e “io”. Grazie, buona lettura.

Passato, lontano. Presente, obbligo. Futuro, fine. Io, anima.

Dall’inizio alla fine, è un salto nel vuoto. Salto nel vuoto, senza appigli. Da passato a lontano, da presente a obbligo, da futuro a fine, da io ad anima. L’inizio: passato, presente, futuro, io; la fine: lontano, obbligo, fine, anima. Salto nel vuoto, senza appigli. Salto logico, senza appigli di senso. Così come salto – stavolta illogico, ma con appigli di senso – è quello che stiamo per fare, rivoluzionando l’ortodossa impostazione di un articolo. Arrivare direttamente al risultato, senza nessuna spiegazione, lasciando totalmente libera l’interpretazione al lettore. Strutturare senz’esplicare. E quindi iniziamo.

  • SOGGETTO A: melanconico, tratta il passato come un ricordo, ma ne conclude la descrizione con il termine “urgente”. E’ assolutamente indipendente e indica il presente come un essere stante, e come un obbligo. Se il passato è ricordo e il presente è obbligo, il futuro è responsabilità, o, meglio, unendo il primo e l’ultimo termine della catena, scelta è responsabilità. Per questi, l’io è ascolto, riservatezza, e opposizione, probabilmente con se stessi. Il primo dei soggetti appare, dunque, come un’artista alla ricerca di se stesso, costretto dai ricordi opprimenti del passato, obbligato dai doveri del presente, e responsabilizzato dalle scelte che nel futuro dovrà compiere.
  • SOGGETTO B: perfettamente logico nei confronti del proprio essere, sprizza logica e rigore da ogni poro. L’io, per questi, è essenza, fantasia, anima; il futuro speranza, astrazione e immaginazione; il presente consapevolezza, impegno e forza; il passato ricordi, sensazioni e radici. Questo secondo anonimo pare essere dunque una commistione inserita nel suo dualismo personale: l’essere bambino, indicando l’io come essenza e fantasia; e l’essere uomo, indicando il proprio presente come consapevolezza e il proprio futuro come immaginazione. All’interno della struttura dualistica di questi, si staglia quindi un discepolo della Verità, della Logica e della Fantasia. 
  • SOGGETTO C: spensierato, multiforme e ben radicato, con ferree convinzioni a tenerlo ben piantato per terra. Il passato è pensiero e subito presente, mentre quest’ultimo viene indicato come una rinascita, come un impegno a modificarsi, per legarsi ulteriormente alla vita e quindi al proprio futuro, che viene visto come un percorso in salita, faticoso e “cicatrizzante”, ma anche assai urgente. L’io, infine, è convinzione, distacco e confusione. Da qui emerge la voglia del terzo soggetto di collocarsi nello spazio e nel tempo, trattati come dimensioni inscindibili: il passato che diventa presente, il presente che tende al futuro, e il futuro che somma le fatiche di questa doppia evoluzione, diventando improvvisamente urgente.
  • SOGGETTO D: storico, geografico, psicologico. Logico e logicamente e inconcludente, questi allontana il passato, rendendolo distante, finto e addirittura fastidioso. Se queste sono le certezze concernenti il passato, ciò non accade nel presente, trattato come dubbio e come domanda. Per lui il futuro è nulla, è fine, è insicurezza; mentre l’io viene trattato come vuoto, come controllo e come pensiero. Il quarto dei nostri anonimi sembra dunque scindere come nessuno prima le tre dimensioni temporali, parlando di un passato distante, di un presente ignoto, e di un futuro finito e tendente alla vuotezza, così come il proprio essere. Questa rassomiglianza sembra dunque suggerire come la ricerca e la scoperta del proprio io debba avvenire in un futuro già determinato e già visibile.
  • SOGGETTO E: il passato è incrocio, incidente, rottura, nulla; il presente immagine, specchio, riflesso e luce; il futuro morte, vita, e, di nuovo, rottura; l’io male, schiavitù e follia. L’ultimo dei “soggetti studiati” sente indubbiamente la necessità di implodere, indicando quest’esplosione interna come l’unione tra passato e futuro, con un presente accecante e soggiogato alla logica dell’immagine, cui l’io folle e schiavo di se stesso non riesce a ribellarsi.

Sperando dunque di non aver annoiato ma incuriosito, salutiamo, ringraziamo per l’attenzione e rinnoviamo l’appuntamento a domani, con un articolo di approfondimento dedicato alla musica e a un suo genere, che questo sabato, come ricordato in “Invito all’Oriente” (qui il link dell’articolo completo: https://bottegadiidee.wordpress.com/2016/10/27/invito-alloriente/), sarà il soul.

Grazie, a domani.

Bottega di idee

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