Le sette meraviglie (del calcio)

Bentornati all’unica rubrica che a Cuperlo preferisce la Sfinge, e che alla Sfinge preferisce le papere di Reina. 

Alla titanica impresa dell’Inter, ma anche al sogno realizzato di Gianluca Lapadula.

  1. Ancora una volta, “Indietro nel futuro” si dimostra quasi imbarazzante nella sua precisione. Se non ci fossero stati un Lichtsteiner autolesionista e un Marchetti sontuoso, sarebbe stato tutto perfetto: Palermo – Milan 1 – 2 (infatti è finita così), Chievo – Juve 0 – 2 (è finita 1-2, ma per quel Lichtsteiner autolesionista di cui prima parlavamo), e Napoli – Lazio con almeno tre reti (il Napoli avrebbe potuto vincere 8-1, ma grazie a un Marchetti d’oro e a un Reina arrugginito è finita 1-1). Insomma, “Indietro nel futuro” non ha raggiunto la perfezione, ma solo per modestia. 
  2. Ora vi racconto una storia. Una società piccola, piccolissima, senza nessuna pretesa, decide, un giorno, di provare a puntare su giovani sconosciuti per poi rivenderli. Partita dalla “Serie C”, raggiunge la Serie B in qualche anno. Con la stessa filosofia, passa nella Bundesliga. Arriva da neopromossa sconosciuta, e, come il Leicester l’anno scorso, tra sorrisi, bel gioco e giovani, arriva al primo posto. Incredibile. Il mostro sacro Bayern Monaco affiancato, appaiato, a pari punti, con la sconosciuta Red Bull Lipsia. Una società piccola, organizzata, efficiente, che punta sui giovani, che lascia la possibilità di sbagliare all’allenatore e ai giocatori. Tutto ciò, insomma, che in Italia non succederà mai.
  3. L’Inter, oggi, si è regalata una titanica impresa: non solo per 83 minuti è riuscita a non subire la gigantesca armata che il Crotone incarna, ma è anche passata in vantaggio con un’iniziativa personale e del tutto estemporanea, a procurarsi un rigore furbo, realizzarlo, e segnare a porta vuota. Quindi, riepilogando: sbloccata all’ottantaquattresimo contro l’ultima in classifica; rigore più no che sì per il 2-0; goal a porta vuota per la vittoria. Chapeau. 
  4. Un applauso a Gasperini, allenatore fenomenale, e non certo da oggi; uno a Montella, capace di far credere a Locatelli di poter essere Marchisio e a Lapadula di essere Ibra e di portare una semi-provinciale, il Milan, al terzo posto (dal quale comunque verrà buttato giù dal Napoli). Ma il più grande va alla Serie A, cioè l’unico campionato in cui l’Atalanta può essere la quarta forza, il Milan una “grande”, e la Juve una squadra così forte da vincere sempre e comunque. E poi ci si chiede come sia possibile che una squadra ne vinca 25 di fila. Farsi due domande, please.
  5. Torino – Cagliari 5 – 1, granata con il miglior attacco della Serie A (aspettando la Roma): 27 goal in 12 giornate. Grande soddisfazione per Mihajlovic, che, come si era visto prima e dopo l’esperienza con il Milan, è un grande allenatore. Come mai con i rossoneri no?  Vedasi  “guazzabuglio mal riuscito di giocatori per hobby”  (punto 6.), grazie…
  6. Gianluca Lapadula mi ricorda molto Zaza: fenomeno sicuro con la piccola, promettente in Italia, riserva fissa altrove. 
  7. Ah, non che ce l’abbia con lui, ma oggi, dopo aver realizzato il goal vittoria contro una squadra che ne ha perse sei su sei in casa, cioè il Palermo, ha detto di aver realizzato il proprio sogno. Contento lui…

Bottega di idee

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