Musica: geni e generi

Una rubrica forse non di successo internazionale, e, proprio per questo, assai valida e densa di significato. Una rubrica di qualità e, proprio per questo, difficile, da scrivere e da leggere. Questa settimana “Musica: geni e generi” si sposta sul blues. Con “Blues: cantare sulle nuvole”, questa rubrica oggi vuole farvi scoprire altre dodici perle, quattro cantanti principali di questo genere, e soprattutto farvi abbracciare questa straordinaria arte, la musica, in tutte le sue differenti sfaccettature. Grazie, buona lettura.

E’ l’unico genere a cui si associa un tipo particolare di nota. Nel blues, infatti, si canta sulle “blue note”, ossia un aggettivo legato all’associazione tra il colore blu e un senso di nostalgia e tristezza caratteristico della musica afro-americana da cui il blues nasce. Nel 1865, negli Stati Uniti d’America, viene abolita la schiavitù. Numerosi ex schiavi, usciti dalle piantagioni, iniziarono a riunirsi tramite musica, tramite il blues, appunto. Blues stesso che affonda le sue radici nello spiritual e nel ragtime, insieme al jazz è certamente il genere che più d’ogni altro ha influenzato i successivi: dal rock’n’roll al pop, passando per l’heavy metal, praticamente tutti i generi sono stati condizionati dai due sopracitati. Ma ora veniamo al lato probabilmente più bello: il conoscere, lo studiare e soprattutto l’ascoltare tre perle per i quattro cantanti blues più rappresentativi, sempre secondo l’opinabilissimo giudizio di bottega di idee. Eccovi, infatti, i quattro cantanti e, per ciascuno di loro, tre canzoni. Buon ascolto.

  • Robert Johnson, considerato quasi univocamente il padre del blues, influenzò, con le sue meraviglie, autori come Bob Dylan, i Rolling Stones, i Led Zeppelin. Morto a 27 anni, su di lui corre una leggenda, da lui stesso fomentata: che avesse fatto un patto con il diavolo, vendendogli l’anima in cambio della capacità di suonare la chitarra come nessuno. Se queste, però, sono supposizioni, canzoni che hanno segnato un’epoca, come Sweet home ChicagoMe and the Devil Blues e Rambling on my mind, sono realtà, assolutamente imprescindibili per chi volesse trattare la musica come materia da studiare e approfondire.
  • Eric Clapton, chitarrista importantissimo sia per il blues che per il rock, dopo la morte del figlio (caduto dal cinquantatreesimo piano di un grattacielo) del 1991, torna al blues, dopo una crisi, personale e musicale. Dell’album successivo alla morte del pargolo, Unplugged, del 1992, ricordiamo LaylaNobody knows you when you’re down and out e Before you accuse me.
  • Buddy Guy, su cui si pronunciò così il sopracitato Eric Clapton: “Buddy Guy è stato probabilmente ciò che Elvis è stato per gli altri. La mia rotta era ormai decisa e lui fu il mio pilota”, contribuì – influenzando parecchio la leggenda vivente di cui poi parleremo – a rinnovare questo genere meraviglioso che andava sbiadendosi, essendo il primo bluesman a suonare la chitarra solista e cantare. I suoi tre pezzi da noi consigliati sono: Damn right I’ve got the bluesFeels like rain e I put a spell on you.
  • Jimi Hendrix è l’autore con il quale vogliamo concludere oggi questo “Blues: cantare sulle nuvole”. Genio assoluto, leggenda senza freno, Jimi Hendrix non può certo essere catalogato in generi: blues, soul, hard rock, psichedelia e funk sono fusi, uniti, inscindibili, nel rivoluzionario modo di interpretare la musica di Hendrix. E’ stato universalmente riconosciuto come il più grande chitarrista di tutti i tempi e, a conferma di ciò, nel 2011, nella classifica dei cento chitarristi migliori di tutti i tempi ha vinto, precedendo il già citato Clapton e il grande Jimmy Page. Della sua infinita gamma e dal suo enorme repertorio, bottega di idee si è permessa di selezionare Hey Joe, capolavoro che è uno dei 10 pezzi – che verranno portati alla fine dell’intera rubrica – che ha per sempre cambiato la storia della musica, Little wing e Freedom.

Sperando che anche questa volta la musica abbia vinto e che la noia e la fretta siano state sconfitte, vi lasciamo all’ascolto di queste gemme.

Buonanotte, a sabato.

Bottega di idee

2 risposte a "Musica: geni e generi"

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  1. A mio modesto parere, hai parlato di quattro frutti del blues, ma si sa che la pianta va analizzata dalle radici (e dal tronco, e dalle foglie). Aspettiamo fiduciosi…

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