Invito all’Oriente

Oggi, Invito all’Oriente, afferma, con forza e chiarezza, la non necessità del conflitto.

Il conflitto non è necessario. Questa è l’affermazione con la quale bottega di idee sfida chiunque legga tale articolo e la pensi diversamente. Il conflitto non è necessario perché non risolve. Il conflitto non è necessario perché opprime, vieta, impedisce. Il conflitto non è necessario perché va di moda. Il conflitto non è necessario perché non fornisce soluzioni, non spiega i motivi, non individua le cause. Il conflitto non è necessario perché è un prodotto occidentale. Che, come tutti i prodotti occidentali, in Oriente, non è frequentato.

Per capire entrambe le cose, cioè che il conflitto non sia necessario e che non sia frequentato in Oriente, ci basta pensare all’evoluzione del cristianesimo da una parte e del buddismo dall’altra. Se il primo ha trovato le sue diverse diramazioni e le sue correnti a forza di guerre e morti; il secondo si è tranquillamente diviso senza spargimenti di sangue. Anzi: tuttora, in Tibet e in India, esistono vere e proprie dispute da un punto di vista logico che aiutano studiosi e credenti a dividere ancor più chiaramente dalle altre la propria credenza o la propria corrente.

Di pari passo con il conflitto, va, di fatto, il concetto di autorità: esso si genera dalla volontà di due interlocutori di prevalere l’uno sull’altro (basti pensare a mamma-figlio; imprenditore-impiegato; insegnante-studente ecc…), mentre, di pari passo con la non necessità del conflitto, va il concetto di autorevolezza. Laddove, infatti, al posto della stupida imposizione autoritaria, vive un oggettivo e chiaro metodo, si crea l’autorevolezza necessaria alla risoluzione del conflitto stesso.

E, in un’epoca in cui erigere muri è un gesto apprezzabile, offendere migranti è lecito, uccidere donne non è condannato, e  fare del pregiudizio la propria quotidianità è scontato, abbiamo ritenuto essenziale ribadire come il conflitto non sia necessario, ma di come, anzi, sia controproducente.

A questo punto, augurando a tutti una buona notte, vi lasciamo con una nuova meraviglia della nostra disegnatrice e la descrizione da lei composta

img-20170101-wa0028“Il conflitto nasce da una macchia scura e confusa. È un’ombra che si lega ad altre con un filo. Questo filo si spezza quando viene a contatto con la figura centrale che è una specie di simbolo di pace ed è gialla perché indica la luce, la conoscenza e tutte le cose belle del mondo”

Bottega di idee

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