Indietro nel futuro

Bentornati all’unica rubrica che non ha bisogno di introduzioni.

  1. Che il PD fosse ridicolo era cosa nota a tutti. Che il suo segretario sia un PerDente – PD, infatti – lo era altrettanto. Che i finti sinistroidi fossero scarsi anche a copiare si sapeva. Ma no, dai, il blog di Renzi no.
  2. Berlusconi rinviato a giudizio sul Ruby ter. Pare abbia pagato le signorine per un totale di 10 milioni per farle tacere circa gli accadimenti di Arcore. In effetti, dopo tutte quelle urla, un po’ di silenzio farebbe anche bene…
  3. D’Alema minaccia la scissione. In effetti è solo la quattrocentesima volta che lo fa, e che non se lo caga nessuno. Ché, sia chiaro, lui e compagnia son ben meglio dei vari Renzi, Nardella, Serracchiani e Picierno, ma la realtà è che senza i sopracitati beoti – Renzi & co. -, i minacciosissimi sciossinisti si ridurrebbero al 2-3%, probabilmente non votati nemmeno  dai loro parenti.
  4. Anzi, le varie mogli garantiranno su come certi soggetti stiano meglio a casa che fuori: non ve lo vedete un Bersani a filare la lana, una Bindi a preparare una buona pasta ai giocatori professionisti di briscola come Cuperlo ed Emiliano?
  5. Nel frattempo, l’Orologio dell’Apocalisse ci ricorda che siamo vicini a una guerra nucleare, con l’arrivo del dolce Trump. Il sensibilissimo presidente ha infatti deciso di mettere al bando paesi del tutto insignificanti in termini di terrorismo – è dal 2001 che non si ha un attentatore di questi paesi – come Iran, Iraq, Sudan, Somalia, Libia, Yemen e Siria. Ovviamente, i paesi in cui Trump ha interessi economici non ne sono stati toccati.
  6. Attenzione, audite audite: dicono che la lista di D’Alema raggiunga nei sondaggi il 14%. Quindi il PD perderebbe il corrispettivo, arrivando al 16%. Quindi M5S 29%, PD 16%, PD2 14%. Insomma, M5S e PD2 – la lista dei “senatori” – e Sinistra Italiana (4%), sfiorerebbero il 40%. Nah, troppo bello. Torniamo alla realtà, dai.
  7. E la realtà è che meglio della Juve c’è solo la Juve: altra vittoria, altra gioia per gli occhi. Domenica l’Inter. E dato che qui anticipiamo il futuro, rammentate: se con Inter e Crotone arriveranno 6 punti, la Juventus potrà iniziare a festeggiare.
  8. Ma torniamo a colui che sta riuscendo, in pochi giorni, a smantellare quanto ottenuto dall’umanità in secoli: il diritto ad abortire, il diritto a essere accolti, il diritto a vivere in un ambiente protetto e difeso, non superato e oltraggiato. Ma niente, le regole non gli piacciono. Tant’è che non le sa: pretende di far pagare il muro al Messico; esige da FCA non il rispetto dell’ambiente, bensì l’aumento di produzione negli USA; impone bandi subito dopo dichiarati incostituzionali, come il bando contro i rifugiati. Che poi: 335000 rifugiati in 15 anni, gli USA. Mica 1 milione come la Germania della Merkel. Spero Michael Moore abbia ragione due volte: non solo nella profezia della vittoria trumpiana, ma anche in quella che Trump non arrivi a fine mandato.
  9. Nel frattempo, in Francia, a sfidare uno tra Fillon e la Le Pen ci sarà Benoit Hamon, facente parte della sinistra radicale. Così come, del resto, in Germania, a sfidare l’irrefrenabile Angela ci sarà Schulz, esponente dell’SPD. Ma torniamo ad Hamon. Qualche giorno fa, il candidato alla presidenza, ha detto una frase memorabile: “se i disgustati dal partito se ne andranno, rimarranno solo i disgustosi”. Alzi la mano chi non ha pensato al PD.
  10. D’Alema/1: Psichiatria Definitiva: “Di fronte a un esponente del Pd che dice che l’impianto sostanziale dell’Italicum è rimasto tale, non so se il riso o la pietà prevale. E’ difficile anche aprire il dibattito… in questi casi arriva uno in camice bianco. Noi abbiamo la responsabilità di correre in soccorso di un gruppo dirigente che sembra aver smarrito il senso della ragione”.
  11. D’Alema/2: Renzi e biscotti:”Com’è possibile guidare il partito più grande invocando meno politici? E’ una paraculata… come se il Mulino Bianco dicesse che ci vogliono meno biscotti”.
  12. Insomma, in questi due punti il caro vecchio Massimo D’Alema distrugge Renzi, renzini e cretini. E Renzi, con la solita lucidità che lo contraddistingue, risponde così – non proprio testuali parole, ma quasi -: “A prendere il 40% ci siamo abituati. L’abbiamo preso due volte: una è stata una grande vittoria, ed erano le Elezioni Europee; l’altra una grande sconfitta, ed è stato il Referendum Costituzionale.” Dato che mi sono già sforzato a smentire l’ultima ridicola affermazione (al punto 1), mi soffermerò solo sulla prima: ora, vero è che il figlio adottivo di Berlusconi il 25 maggio 2014 prese il 40,81% dei voti, ma solo perché non lo conosceva nessuno. Se pensa davvero che oggi, dopo che è da oltre 1000 giorni che lo conosciamo, possa prendere il 40%, ha, e cito il buon vecchio Bersani, “perso il contatto con il pensiero normale, con la realtà”. Non che sia una novità.
  13. Sembrerebbe che, in tempi di Comunitarie, Salvatore Romeo abbia designato per la non ancora eletta Virginia Raggi una polizza-vita di 30 mila euro. Alla vittoria della Raggi, Romeo vede incrementare il suo stipendio da 38mila euro a 110mila. Effetto, sommato al caso Marra: otto ore di interrogatorio. Immaginate cosa sarebbe successo se lo stesso effetto fosse toccato ai piddini, ai vari Lotti, ai vari Sala, ai vari De Luca. Ma probabilmente non c’è tempo di interrogare anche loro. Pare che le forze dell’ordine siano troppo intente a mangiare fritture di pesce.
  14. Pare che Renzi se la sia fatta talmente sotto, dopo la minacciata scissione di D’Alema, Emiliano, Rossi, Bersani e Speranza – che formerebbero un Ulivo 2.0 che ridurrebbe a briciole quel che già non è distrutto del PD -, da garantire agli esponenti della minoranza – sicuri che lo sia? – sia il congresso sia le primarie. Insomma, tutto. Ho davvero finito le parole, sono nauseato. Ma dato che vi voglio far divertire, eccovi nel punto 15 “La coeRENZIa”.
  15. E’ il 17 gennaio del 2014. “Non mi interessa prendere il posto di nessuno, voglio fare le cose che interessano agli italiani #enricostaisereno”. 17 febbraio 2014. Renzi Presidente del Consiglio, Letta silurato. Da Presidente del Consiglio, propone con l’illuminato ministro Giannini la “Buona Scuola”, sostanzialmente una riforma che legalizza la schiavitù degli studenti nei confronti del mondo del lavoro. Scuola in rivolta, ma non importa. #lavoltabuona. Propone con l’illuminato ministro Poletti il Jobs Act, sostanzialmente una riforma che consente al datore di lavoro di licenziare i lavoratori senza alcun motivo e di pagarli con voucher. Ricorso alla Corte Costituzionale. La Corte conferma quasi in toto le accuse. Jobs Act Bocciato. Mondo del lavoro in implosione, ma non importa. #lavoltabuona. Propone, con l’illuminato ministro Madia, la riforma delle P.A. Anch’esso travolto dalla Corte Costituzionale, riforma bocciata. Ancora più burocrazia di prima, ma non importa. #lavoltabuona. Propone, con l’illuminato ministro Boschi e l’Onorevole – si fa per dire – Verdini la Schiforma Costituzionale. E figuriamoci. 60 a 40: una botta tremenda. Il Paese intero boccia Renzi, ma non importa. Renzi lascia l’attività politica, come promessa? Ma no, figuriamoci… era #lavoltabuona, non ricordate? Fa spazio a Gentiloni, ma continua a comandare. Il governo fotocopia non lo è solo nella composizione, ma anche negli atti: approvata la Buona Scuola nonostante tutto, legge salva-MPS (rovinata dal PD, tanto per cambiare), eccetera. Ma non basta. Italicum stravolto, come tutti gli atti precedenti, dalla Corte Costituzionale. Ma non importa, era #lavoltabuona… 

p.s. citare se stessi è inelegante, ma quantomai adatto: “per tutti quelli a cui piace l’horror, la commedia, e ridere sul male versato, vi aspettiamo sempre qui, su Bottega di idee, al prossimo “Indietro nel futuro”.

Bottega di idee

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