Indietro nel futuro

Bentornati all’unica rubrica che ritiene che la vita sia un pendolo che oscilla incessantemente tra un Rondolino e un Renzi, con intervalli fugaci, e per lo più illusori, di intelligenza e sanità.

  1. Rsf ci informa che l’Italia è passata dal 72esimo al 55esimo posto – notevole il miglioramento –  nella classifica mondiale per la libertà di stampa. E infatti siamo dietro a Paesi che al massimo possono chiamarsi democrazie, tipo Papua Nuova Guinea, Bostwana e Burkina Faso.
  2. Divertente, comunque, la spiegazione addotta da Rsf: il problema della stampa libera non è Renzi, che gestisce la Rai; non è Berlusconi, che controlla Rete4, Canale 5 e Italia 1; ma Grillo, che secondo il New York Times, sarebbe addirittura colpevole di aver contribuito alla diffusione del morbillo. Esilarante.
  3. Ah, giusto per capirci: il New York Times è lo stesso che evocava incredibili e nefasti tracolli economici in seguito alla vittoria – allora solo eventuale – del no al referendum. Errare è umano, perseverare americano.
  4. Ah, dato che oggi le risate non mancano, quel geniaccio di Rondolino ha scritto un articolo (si fa per dire) sull’Unità, quel bel giornale (anche qui, si fa per dire) che Renzi voleva comprare per fargli scrivere ciò che voleva. Quindi, per quei pochi che ancora non si stanno spanciando dal ridere dopo aver letto “Rondolino”, vi vado a spiegare che cosa sia riuscito a dire, superando i suoi standard – cosa non da poco – e stendendo tutti al tappeto dopo aver esposto con così tanta chiarezza e acume i concetti che seguono.
  5. Il 4 maggio, cioè ieri, quel geniaccio – mai compreso, peraltro – di Rondolino ha scritto un “articolo” (se volete ridere fino a domattina, lo trovate qui) in cui ha definito Marco Travaglio “Marco Morbillo”. Ora, capisco che sia molto difficile, ma provo a gettarmi nella mente di Rondolino e a spiegarvi il “ragionamento” che Rondolino è faticosamente riuscito a elaborare.
  6. Eccomi nella mente di Rondolino: ora vi illustrerò il processo con delle fasi numerate in ordine di elaborazione. 1) Sono Fabrizio Rondolino, e oltre a me stesso e al mio datore di lavoro – Matteo Renzi – non mi legge nessuno; 2) Marco Travaglio, sebbene mi stia inspiegabilmente sui coglioni, è letto da milioni da cittadini; 3) Beppe Grillo, sebbene mi stia inspiegabilmente sui coglioni, ha fondato il primo partito – attualmente, stando ai sondaggi – votato da milioni di cittadini. 4) Sono capitato casualmente sul New York Times, e grazie al traduttore di Google Chrome – l’inglese l’ho imparato con Alfano -, sono riuscito a capire che questo giornale è disastrato almeno tanto quanto me; 5) Quest’illuminante articolo accusa Grillo di star diffondendo il morbillo in Italia; 6) Preoccupatissimo, sento l’impellenza di salvare il Paese, così scrivo il mio “editoriale”. 7) Nell’editoriale, non avendo nulla da inventare a favore di Renzi, invento contro Grillo: ma dato che uno non basta, perché non due? In fondo mi stavano entrambi sui coglioni… 8) Dato che Travaglio talvolta con il M5s – reato gravissimo in Italia – pare essere d’accordo, è certamente un grillino. E, in quanto tale, un uomo da convertire o da allontanare. 9) E così mi viene l’idea geniale: a. Grillo porta il morbillo secondo il New York Times, b. Travaglio secondo me è grillino, c. Travaglio si chiama Marco. Avendo tutti questi elementi, è semplice: Marco Travaglio lo chiamo Marco Morbillo, ma, per par condicio, metto qualcosa di attinente a Grillo nel titolo. Geniale, no?
  7. A forza di provare a immedesimarmi nella testa di Rondolino, mi sono stancato tantissimo. Pausa, per piacere… punto 8.
  8. Sono ancora distrutto, ma forse se parlo di cose scontate come quasi tutti i giornalisti in Italia posso avere un posto all’Unità, o alla Repubblica… Quindi, pensiamo a cose scontate: la Juve vince lo scudetto, Renzi le primarie, Golden State e Cleveland non lasciano neanche una partita alle avversarie nel primo turno. Ah no, scusate, queste erano talmente ovvie che sono successe davvero (vi anticipiamo il futuro, la vittoria arriverà domenica o la settimana prossima al massimo)… e niente, credo proprio di non avere un futuro nei giornali filorenziani.
  9. Ah, a proposito di primarie. A 5 giorni buoni dal voto, nessuna notizia sui dati ufficiali. Strano che Rsf non abbia ancora pubblicato un’inchiesta su come Grillo rallenti il conteggio delle schedine delle primarie del PD…
  10. Casualmente, girovagando per la città, mi sono imbattuto in uno di quei ridicoli striscioni che vedete nell’immagine di questo articolo. Mi sono messo talmente tanto a ridere che sono diventato paonazzo. Morbillo in arrivo?
  11. Dato che devo ancora riprendermi dal morbillo post-risate nei confronti della mai democrazia renzina (tutta colpa di Grillo, si sa), direi che possiamo parlare non di cose scontate – brutta esperienza quella del punto 8 -, ma di cose inutili: tipo i match del Milan. Quel meraviglioso Milan che è riuscito a collezionare addirittura due punti contro quelle corazzate di Pescara, Empoli e Crotone. Incredibile impresa, eh? #vincenzostaisereno
  12. Nel frattempo, il calcio italiano continua a mostrare orgogliosamente le sue assurdità in tutto il mondo: biecamente insultato da bambini e adulti con insulti razzisti, dopo aver cercato di stemperare il clima e dopo aver segnalato la situazione all’arbitro, umiliato, denigrato e offeso, Muntari ha abbandonato la partita, andando negli spogliatoi. Ovviamente, il Giudice ha squalificato Muntari e non il Cagliari. #pazzaitalia #solonoi
  13. L’Inter perde 1-0 con un Napoli prossimamente secondo. #amala
  14. Ah, per favore, chiedo pietà – risparmiate un povero ragazzo da denunce di diffamazione – agli Onorevolissimi e Illustrissimi Matteo Renzi e Fabrizio Rondolino, alle testate Rsf e New York Times. Ma soprattutto a Beppe Grillo: dev’essere stato brutto essere citato insieme a figuri di questo genere…
  15. Mi viene in mente solo ora: caro Arthur – Schopenhauer -, non rivoltarti nella tomba per quell’introduzione. Per Renzi e Rondolino non ne vale davvero la pena.

Bottega di idee

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