Lettera alla mancanza: l’esordio di Sophie

Nasce oggi “Le lettere di Sophie”, esordio assoluto della nostra nuova scrittrice appena intervistata, con “lettera alla mancanza”. Problematiche quotidiane, scritte in modo originale e puntuale. Sperando che la risposta della mancanza sia degna della lettera che vi apprestate a leggere, ringraziamo ulteriormente Sophie per portare una nuova idea in questa nostra, grande, Bottega. Grazie, buona lettura.

Mancanza, perché sei così deleteria?
Demolisci i rapporti dalle fondamenta con la tua sfacciataggine. Fai invaghire gli innamorati di estranei facendo loro credere che questi possano sostituire l’amato che è lontano.

Mancanza, fai nascere dubbi, gelosie, pazzie in chi si arrende alla tua insolenza.
Scavi un vuoto nelle persone che ti si abbandonano e le rendi succubi della tentazione di colmarlo in ogni modo, ignare che basterebbe solo un po’ di pazienza. Private dell’affetto che erano solite ricevere abitualmente, nel momento in cui questa routine viene meno, si ritrovano a cercarlo altrove, provano astinenza, si sentono divorate dal quel nulla inaspettato che non dà loro tregua, è sempre lì, memento di ciò che c’era e ora non c’è . E fai sentire in colpa, riempi di rimorsi, dopo che il dannato cerca in altri occhi una favilla che possa riaccendere il suo spirito spento. Appassite dalla stessa passione che prima riuscivano a effondere e che ora le sfiorisce, inaridiscono al ricordo di quell’amore, rosso e rigoglioso come una rosa che ora non hanno più tra le mani. Si guardano altrove cercando, ossesse, un modo per dar libero corso ai sentimenti infernali da cui sono dominate. Disperse, impossibilitate a condividere il loro amore se non a parole dietro uno schermo, presto si renderanno conto che l’amore non è solo cuore, non è mente, ma è anche corpo. Corpo che è lontano e su cui non possono manifestare i loro istinti. Vuote ma allo stesso tempo straboccanti di emozioni, lunatiche, cercheranno appigli dolci ma affilati, e cadranno, graffiate.

Mancanza: inganni, portando sulla via errata, quella della pazzia, delle congetture e dei ragionamenti, quella così lontana dal cuore, che passa in secondo piano lasciando spazio alle paranoie prive di razionalità ma generate dalla mente malata. Chi ti segue si scoprirà privo di quella dolce illusione, inizierà a pensare, a riflettere e, a lungo andare, a notare i difetti dell’amato, perché è più facile notarli quando questo è lontano. Comincerà a pensare, e i suoi pensieri diventeranno ossessioni, inizierà a chiedersi se ne vale la pena, se è quello giusto, se è veramente felice. Domande ordinarie e consuete ma che, unite alla mancanza, diventano funeste. Diventano principio di crisi, di pianti insostenibili e inconsolabili, dal momento che la soluzione è lontana. Allora cercherà una medicina più immediata, più vicina, un farmaco che possa quietare quelle voci assordanti che gli implorano di farsi curare, il cuore vorrà inseguire il suo sogno, la strada della guarigione, mentre il cervello verrà abbandonato e lasciato marcire. Il cuore prenderà il controllo senza curarsi di tutto il resto, rivendicherà la sua posizione arrendendosi a poche dolci parole che lo faranno sobbalzare dopo tempo. E crederà di aver ritrovato l’amore, facendosi bastare così poco, tormentato dal colmare quel vuoto che tanto divorava lo spirito. Ma i giorni passano e basta esser pazienti, cervello e cuore cercheranno una nuova sintonia, tanto armoniosa quanto devastante. L’innamorato si ritroverà presto immerso in un circolo vizioso di domande senza risposta, di ansie, paranoie, impazienza. Vorrà solamente ricongiungersi con l’amato che però non vedrà così presto come spera, si dispererà, e questa disperazione non potrà far altro che portarlo più a fondo.
C’è chi si fa affondare e non riesce più a risalire, chi commette sbagli enormi che si porterà dietro per molto tempo senza riuscire a perdonarsi, ma c’è anche chi riesce a rialzarsi e a resistere contro le intemperie del tuo uragano.

 Sophie

 

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