Inno all’Amore

Dopo un’altra, gigantesca, dimostrazione di affetto dei nostri sempre maggiori e sempre più interessati lettori, che ci hanno seguito in uno stravagante ma intrigante percorso fra natura e vignette,  fra musica e politica, fra cinema e malattia, abbiamo pensato di concludere questa settimana giovane (come l’abbiamo chiamata) con un vero e proprio inno a ciò che collega tutto questo: un inno all’Amore. Amore che, come suggeriscono sia l’argomento della rubrica che Mariana vi ha presentato il giorno di Natale e l’immagine di quest’articolo – nuova opera di Giulia -, va oltre alla mera concezione eterosessuale del termine, assurgendo appunto a sentimento primo dell’essere umano, motivo di vita e di speranza. Amore che qui Mariana ha deciso di descrivere tramite i cinque sensi dell’essere umano. Per ciascuno dei cinque sensi troverete una parte più teorica, se così si può dire, e una più descrittiva, che andranno intrecciandosi sino a culminare nel meraviglioso e poetico finale con il quale non posso che augurarvi, a nome mio e dell’intera redazione, un sereno e felice anno nuovo. E, soprattutto, pieno di Amore.

Udito. Un sussurro urlato, una costante presenza confortante nelle fredde ore della notte. È difficile da trovare, non perché si muova, in realtà sta ben fermo in un luogo non poi così lontano da noi, ma perché in qualsiasi momento è quasi impossibile da percepire. Se si è felici, talvolta addirittura si trascura; al contrario, se si è tristi, il rumore assordante della nostra tristezza può coprire quel flebile ma costante sussurro. Eppure il sussurro urla incessantemente, urla affinché lo si noti, urla perché vuole vivere. Talvolta, sono nei casi più fortunati, arriva al porto delle nostre orecchie.
«Ciao».
Il solo saluto fa correre il cuore all’impazzata. Tum, tum, tum, tum. Non si vuole fermare, neppure se glielo si richiede, neppure se è stanco.

VistaIl sussurro si trova solitamente proprio lì dove non guardiamo mai in primis. Certo, non è colpa nostra: i nostri occhi sono in grado di vedere nient’altro che l’epidermide, per osservare oltre quella, occorre capovolgerli nelle orbite e intraprendere un lungo viaggio d’escavazione. Sembra violento, e in un certo senso lo è: è invasione, ma invasione per conoscere, capire e perfino ammirare; è guerra, ma guerra per una conquista pacifica, non di terreni ma di sorrisi.
Volge il capo alla figura che gli sta di fronte: tutto, in ciò che vede, è perfetto, dalle gambe atletiche alle caviglie fini, dalla linea aggraziata del ventre alle spalle posate, dalle labbra piene al mento deciso. In un solo sguardo fugace coglie l’imbarazzo nelle spalle arcuate, l’attesa nelle mani che non si fermano mai, le speranze color arancio in occhi di smeraldo, scorge perfino un attimo di gioia in un sorriso appena accennato.

Olfatto. Troppo spesso si sottovaluta la straordinaria potenza di quanto una fragranza possa scatenare sentimenti profondi nel giro di pochi attimi. Eppure in un fiore, il profumo è ciò che più lo caratterizza, ciò che lo distingue da tutti gli altri e che lo rende, se possibile, ancora più prezioso.
Una scia decisa, intensa come il rosso ma leggera quanto un vento di primavera. Rapidamente le sue narici ne sono invase: si gira ineluttabilmente verso quel profumo che tanto contraddistingue chi lo emana. È un attimo: la fragranza invade tutto, conquista la mente, si impadronisce delle gambe, si propaga nel petto con la stessa rapidità del fuoco. Ha conquistato ogni cosa.

Tatto. Due mani intrecciate sono capaci di magie, su questo non v’è dubbio. Le dite della persona amata in quel momento sono fonte di forza e passando su un corpo stanco, ecco che l’affaticamento come d’incanto sparisce. Se ne va perfino quel nero che si era assediato nei meandri della mente, lasciando spazio al bianco, il colore della felicità.
Posa una mano timida sul collo della persona di fronte a sé, che risponde con un sorriso appena accennato. Pelle nuda contro pelle nuda. Muove un poco le dita, tracciando linee sconosciute che fanno rabbrividire di piacere. Fa correre la mano lungo il collo, fino ad arrivare alle guance, rendendole rosee. Il suo tocco è dolce, gentile, come quello di un bambino che tiene in braccio il fratellino per la prima volta. Sposta piano una ciocca di capelli che, ribelle, sta di fronte alla bocca.

Gusto. Un bacio, la più semplice dimostrazione d’amore, ma al tempo stesso la più sfaccettata. Tuttavia, nonostante questa sua molteplicità di volti, il significato rimane sempre uno e uno soltanto.
Fa scorrere impercettibilmente la lingua sul labbro inferiore, che diventa rosa scuro. Un sorriso accoglie le labbra che vengono incontro in un attimo. Morbido contro morbido.

Amore. Semplicemente, Amore.

Mariana

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