Gli animali vanno in camporella?

Mentre l’Italia si concentra sui risultati elettorali, Bottega di idee, dopo aver ampiamente già affrontato il tema, prova a distrarvi da questo triste spettacolo, a partire dal titolo dell’articolo, chiaramente dimostrativo di quale cruccio angosci in questi giorni tutto lo staff di Camporella Advisor Sondrio: ma gli animali andranno in camporella?

Quella domenica stavo esplorando la sponda destra del Mallero, all’altezza di Arquino. Lì il torrente, nel corso del tempo, prima di potersi tuffare tra le forre delle Cassandre, ha dovuto levigare la roccia, modellandola in mille bellissime forme e mille curve sinuose. Con quelle sue concavità, la pietra sembra invitare anche i  giovani innamorati  a strusciarsi tra quegli anfratti, imitando il silenzioso fluire dell‘acqua, e contribuendo all’opera erosiva.  Risalendo lungo la riva, mi imbattei però in uno spettacolo insolito: due salamandre, che così, senza alcun pudore, si accoppiavano incuranti di fronte a me. La mia passeggiata non poté far altro che fermarsi. I miei pensieri incominciarono a vorticare tumultuosi come il corso d’acqua lì accanto. “Ma gli animali vanno in camporella?” – o meglio – “possiamo considerare come camporella l’atto amoroso tra due animali, che procreano nel loro habitat”?

Per rispondere a queste domande bisogna indagare a fondo nella storia della camporella: occorre scoprire il momento preciso in cui l’uomo si è staccato dalla sua condizione animale, cominciando a vergognarsi di mostrarsi agli altri durante la sua procreazione. Numerose ricerche, condotte dalle più famose università che si occupano dell’argomento, affermano di aver individuato il nucleo fondante della camporella moderna in Adamo ed Eva. I testi sacri scrivono di come prima di aver mangiato dall’albero proibito, i due amati non erano affatto turbati dai loro corpi e l’uomo e la sua moglie erano ambedue ignudi e non ne avevano vergogna”. Erano abituati a sfruttare ogni angolo del giardino per trastullarsi in allegria sotto  gli occhi divertiti, e anche un po’ compiaciuti, di quel guardone di Dio. Ma come si sa, non seppero resistere alla tentazione del serpente. Fu così, che quando Dio arrivò adirato, svegliato dallo sgranocchio della mela,  i due coniugi videro che egli vestiva con uno splendido drappo dorato decorato con squisiti ricami azzurri. Si accorsero di non possedere niente di quel genere, e quindi di esser nudi. Da quel momento, per procreare, incominciarono a nascondersi tra i cespugli, lontano da occhi indiscreti. Una volta, rotolandosi tra un fico, rimasero pure impiastricciati nel lattice della pianta, uscendone ricoperti di foglie rimaste appiccicate ai loro corpi.

Questa vicenda insegna come l’esigenza di nascondersi nasca di fatto da motivi artificiali e futili. Gli animali, come quelle due salamandre che ho avvistato, si sono tenuti bene attenti da non incappare in implicazioni di questo genere. Nessun animale è mai stato denunciato per atti osceni in luogo pubblico e nessuno di essi lo sarà mai, almeno fino a quando non incominceranno a denunciarsi tra loro. Dato che gli animali non cercano di appartarsi per amoreggiare, la loro non si può considerare una vera e propria camporella. Continuano semplicemente a conservare quel saldo legame con la natura che la civiltà moderna ha  gradualmente perso nel corso della storia. Gli uomini, tra le fronde degli alberi, cercano di ristabilire questo atavico legame con il mondo naturale. Vi sono però sostenitori della tesi per cui gli animali, per andare in camporella, debbano recarsi nel bel mezzo di una città, preferibilmente su un giaciglio di cemento o in alternativa di asfalto. Questa tesi si può facilmente contrastare, limitandosi a leggere la definizione di camporella sul dizionario (“appartarsi per amoreggiare in campagna”). Per questa particolare condizione, bisogna così coniare un nuovo termine: l’asfaltorella. Questa è però considerata per la maggiore solamente da ratti, piccioni e dai poveri animali domestici, come i cani nei parchetti.

Noi di Camporella Advisor abbiamo cercato, con questo articolo, di aiutarvi ad affrontare i pesanti crucci che angosciano il mondo della camporella e i suoi appassionati. Non abbiamo la presunzione di essere arrivati alla pura verità, ma persevereremo nella nostra ricerca. State tranquilli, saremo sempre disponibili con voi per tutte le difficoltà e i problemi inerenti alla camporella.

Al prossimo articolo, che la natura sia sempre con tutti voi.

Camporella Advisor Sondrio

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