Delle rose o uno schiaffo

Tat’jana Okunevskaja

Benedetta ci racconta oggi di Tat’jana Okunevskaja, celebre attrice sovietica, per noi ritratta da Aurora. Moglie dello scrittore Gorbatov, vincitore del premio Stalin nel 1946, Tat’jana fu corteggiata da Tito, che era solito inviarle un mazzo di rose per ogni suo spettacolo, e dal Ministro delle Sicurezza Abakumov, che non dimenticò il suo rifiuto.
Consiglio musicale: The Snowstorm: Waltz, G. Sviridov

Tat’jana entra nel camerino, la fronte imperlata di sudore e il cuore che ancora batte al ritmo spasmodico degli applausi. Subito vede il mazzo di rose che occupa gran parte della toeletta e che ha riempito col suo profumo la stanza. Si siede davanti allo specchio e inizia a sfilarsi le forcine dai capelli.
“Ancora il maresciallo Tito?”, le chiede suo marito Gorbatov senza nemmeno attraversare la porta.
“Ancora suoi”, risponde Tat’jana, le guance ravvivate non sa se per i fiori o per la fine dello spettacolo.
“Speriamo solo che i rapporti con la Yugoslavia rimangano buoni”, ride Gorbatov avvicinandosi alla moglie e stampandole un bacio sulla fronte.

Uno schiaffo.

Abakumov si porta una mano alla guancia offesa, la fronte corrugata e gli occhi sgranati nella sorpresa. Le sue labbra sono ancora tese in un bacio. Tat’jana ritrae la mano con la quale lo ha schiaffeggiato, esitando un attimo prima di lasciarla cadere lungo il fianco. Sulla pelle sente ancora il pizzicore di quel breve, non richiesto bacio.
Abakumov la osserva. Negli occhi di Tat’jana non vede dispiacere né rimorso. Il Ministro storce la bocca in un sorriso amaro, le rivolge un cenno del capo e si allontana.

Lei rimane lì, in piedi, statuaria nella sua bellezza. Gira il capo e continua a discorrere amabilmente con le persone accanto a lei. Questi si scuotono dal loro torpore e ricambiano i suoi sorrisi, ma con gli occhi rigonfi di terrore seguono la figura di Abakumov che si allontana. Possibile che lei non capisca?, si domandano. A vederla così tranquilla, sembra non temere nulla.

Basta poco per vedere la propria sorte ribaltata.
Ma a volte non ce ne si sorprende nemmeno.

È il 13 dicembre 1948. Tat’jana è a letto quando i soldati fanno irruzione nella sua stanza. Se non fosse così debole per l’influenza, si alzerebbe in piedi per chieder loro che cosa vogliono.
In realtà lo sa cosa sta succedendo, perché è già accaduto in passato, a suo padre e a sua nonna. Per questo era stata cacciata dal teatro in cui lavorava. Per questo si era ritrovata senza un lavoro e con una madre e una figlia a cui provvedere. Per questo aveva dovuto accettare la proposta di matrimonio dello scrittore Gorbatov.
Un poliziotto le porge il mandato d’arresto, facendo attenzione di indicarle la firma che sta in fondo al foglio. Viktor Semënovič Abakumov.
Tat’jana fatica a ricordarsi di quell’uomo che ha visto solo una volta. A malapena riesce a rievocare l’immagine, il suono di quello schiaffo. “Con quale accusa?”, domanda, la testa che le duole ancor di più ora che deve masticare delle parole.
“Alto tradimento in tempo di pace”, risponde l’uomo.

Non chiede spiegazioni. Sarebbe inutile. Alto tradimento può essere qualsiasi cosa. Può essere il timore, fondato o meno, di una fuga all’estero. Può essere un commento mormorato davanti alla persona sbagliata. Possono essere delle rose o uno schiaffo.
“Vi prego, ho l’influenza”, mormora, la voce che s’affievolisce sempre più a ogni sillaba. “Passate tra un paio di giorni, non ho la forza di seguirvi.”

Un cenno del capo.
Due uomini le strappano le coperte di dosso e la prendono per le braccia.
Lei vorrebbe scalciare, liberarsi da quelle mani e scappare via via, lontana da loro.

Troppo debole, viene trascinata giù dalle scale con lo stesso garbo che si riserva a un sacco.

Benedetta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑