Malinconia e futuro: sfumature di un unico quadro

Mariana ci scrive ancora una volta dalla Romania con amore, parlandoci della gioia del Natale e del sentimento dolcemente malinconico di doversi riabituare a Sighisoara, dove starà ancora per molti mesi. Trattandosi di una iniziativa europea, l’articolo è disponibile anche in inglese. Buona lettura!

Settimane piene di lavoro…

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Sighişoara,  un paese incantato

Quando la neve cade ininterrottamente non per giorni ma per intere settimane, Sighişoara si trasforma in un paese che sembra incantato, come quelli di cui si legge nelle favole. I colori pastello degli edifici della cittadella diventano ancora più delicati col manto bianco sopra di loro, che ingentilisce perfino i rudi colori delle strade.
Ma non lasciatevi prendere troppo dalla calma surreale delle neve: dicembre per noi volontari è stato un mese a dir poco impegnativo: le attività infatti sono raddoppiate in previsione delle vacanze, per cui non c’è stato un singolo minuto di noia, qui. Quelli che fra di noi vanno nelle varie scuole hanno sperimentato la frenesia degli studenti dell’altro lato della cattedra: nonostante la loro voglia di imparare e la loro perenne curiosità nei confronti di noi stranieri, i nostri cari alunni avevano quasi il bisogno fisico del Natale, così noi volontari abbiamo dovuto includere le imminenti festività in ogni nostra attività. Devo dire che è stato un esperimento con un esito più che positivo, dal momento che tutti quanti ne sono stati contenti, sia noi che gli studenti e anche i professori. Io e il mio collega abbiamo proposto alcune canzoni italiane sul tema del Natale e, credetemi, non c’è niente che riscalda il cuore come una dozzina di ungheresi che cantano in un italiano quasi perfetto “Tu scendi dalle stelle”, o in una classe di rumeni che per poco non si commuove sulle note di “Albero di Natale”.

…Ma anche di vacanza

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Uno scorcio della cittadina rumena

Per tutto il mese di dicembre c’è stato questo crescendo di attività ed impegni che, quando le vacanze poi sono veramente arrivate, è stato difficile ritrovarsi a casa senza nulla da fare. Personalmente, ho deciso di tornare in Italia per passare un po’ di tempo con la mia famiglia e strappare qualche bacio al mio ragazzo e, mentre sono estremamente contenta di averlo fatto, questo breve soggiorno nella mia casa in Italia mi ha dato non poco filo da torcere dopo il mio ritorno qua a Sighişoara. Non è semplice, infatti, passare da una realtà all’altra: c’è bisogno di riadattarsi, di riprendersi i propri spazi. Ad aggravare il tutto, poi, c’è il fatto che molti volontari hanno finito i loro progetti prima di Natale e non li ho ritrovati al mio ritorno a gennaio. È strano stare qui senza di loro.

L’uomo dicotomico

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Una piazza di silenzio e riflessione

Insomma, un volontario SVE porta dentro di sé molto dicotomie: l’affetto per il paese natio e la curiosità per quello ospitante, la lingua madre e quella che si usa per capirsi tutti quanti, per non scordare l’eterna distinzione fra la vita nuova, fatta di nuovi amici, di esperienze nuove e la cosiddetta vita vecchia, quella che viene prima del periodo di volontariato e che è costituita dalla routine, ma anche e forse sopratutto dal calore della famiglia vicina e degli amici di sempre. Non è affatto facile conciliare tutti questi opposti, ma è necessario: non siamo infatti divisi ma siamo sempre e comunque un’unica persona, fatta sì di uno e dell’altro elemento, ma essi convivono e non si escludono l’un l’altro. Non si tratta quindi di compartimenti stagni ma di sfumature dello stesso quadro; un’opera che si sta ancora formando, specie proprio durante questa esperienza all’estero.

Uno sguardo al futuro

Nonostante mi stia risultando difficile riadattarmi alla mia amata Sighişoara, sono però molto curiosa rispetto ai nuovi volontari che arriveranno nelle prossime settimane e l’idea di creare nuove attività durante questo anno mi stuzzica non poco. Passerò qui più della metà del 2019… Non vedo l’ora di vivere per poi condividere con voi tante nuove avventure in terra transilvanica!

Mariana Rosa

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