Casa

Casa. Una parola così semplice, eppure in grado di creare tanto scompiglio nei meandri del cuore, dell’anima. “Mamma, non vedo l’ora di tornare a casa”. Sussurro nel telefono, ma dov’è casa?
Sono in Romania ormai da sei mesi. Ora, ho sempre ritenuto che il tempo sia il re degli inganni e confermo questa mia supposizione: alle volte, quando le giornate sono grigie e neppure il vento riesce a respirare, ho la sensazione di essere stata qui per tutta la mia vita… In altre occasioni, quando sono carica di impegni e nuove attività si aggiungono in agenda, ecco che ho l’impressione di essere io a rubare qualche respiro al vento, credo di essere arrivata da appena qualche giorno e avverto la scomoda sensazione tra poco tutto questo finirà. In realtà, penso, il tempo non è altro che una coperta che cerca di avvolgere la nostra vita, ma nonostante noi tiriamo e spingiamo e afferriamo, non la copre mai per intero, così alcuni pezzi vengono lasciati in balia di loro stessi, esattamente come lo siamo noi quando non comprendiamo appieno il tempo e il suo modo bizzarro di gestire i nostri ricordi.
Ad ogni modo, una costante che mi ha accompagnato per tutto questo tempo in Romania è la ricerca di casa. Cos’è, in fondo, una casa? Qualcuno potrebbe dire che casa è dove si appende il cappello, come quel detto popolare suggerisce; ma questa affermazione sminuisce il concetto stesso di casa e lo riduce ad un edificio dove si passa parte delle nostre giornate. Se ciò fosse vero, chiameremmo “casa” l’ufficio dove lavoriamo, o la scuola che frequentiamo.
Altri potrebbero argomentare che casa è dove ci sono le persone amate. Eppure, sento che non è così: durante tutto il corso della mia vita, sono stata lontana da persone che sono state e sono tutt’ora vicinissime al mio cuore. Loro vivono lontano da me, ma, benché la lontananza sia meramente fisica, non posso considerare loro come casa, altrimenti la mia casa sarebbe divisa in tanti, piccoli pezzettini sparsi per l’Europa e per il mondo; queste dicotomie vanno contro il concetto di casa, che richiama all’unità in primo luogo, di conseguenza non è possibile trovare casa nemmeno nelle persone amate, seppure siano un surrogato che regala gioia e contezza, insieme ad una meravigliosa sensazione di sicurezza.
Ho cercato casa perfino nella natura: ho visitato posti magnifici, a cui nemmeno le parole del più abile dei poeti potrebbero rendere giustizia, mi sono persa nelle foreste più remote, ho visto una giornata soleggiata trasformarsi in una tempesta di neve nel giro di qualche momento… Alla natura, però, manca quella delimitazione necessaria al concetto di casa: non esiste casa senza definizione.
Pensavo di non aver trovato casa. Poi però, mi sono detta che se non trovavo casa da nessuna parte, allora probabilmente significava che casa era ovunque.
All’inizio pensavo che questa fosse un’idea ridicola frutto di un paio di notte insonni, tuttavia più ci pensavo, più la trovavo logica. Casa è l’edificio dove passiamo parte delle nostre giornate, è il luogo dove possiamo rilassarci: se non lo fosse, non avremmo un posto dovere essere noi stessi. Casa è nella natura: se non lo fosse, non saremmo qui. Infine, casa è nel nostro cuore, così come lo sono le persone care: se non lo fosse, non avvertiremmo quella calda sensazione di pace anche solo nel pronunciare la parola “casa”.
Ecco come, così lontana dal mio paese natio, ho trovato casa.

Mariana Rosa

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