Un mondo sottosopra

Uguali come due gocce d’acqua

La stanza non era molto grande e, se non avesse avuto il soffitto così alto, probabilmente si sarebbe avvertita una sensazione di soffocamento, peggiorata dalla presenza di un certo numero di sedie. Un’anomalia, si disse la coppia, sicuramente dovuta al temporale e alle sue conseguenze. Anastasia storse il naso alla vista di famiglie appartenenti alla classe più povera che si strizzavano i vestiti davanti a tutti, incuranti degli sguardi dei nobili e dei benestanti carichi di disprezzo che li colpivano. C’era anche un gruppetto di bambini che, divertiti da quell’insolita libertà, correvano su e giù per le scale, l’unico spazio libero, schiamazzando e ridendo divertiti alla vista di alcuni adulti che si imbarazzano a togliersi anche solo la giacca, mentre loro erano solo in mutande e si divertivano come pazzi e sorridevano fino a farsi male alle guance. Un bambino alquanto discolo, e anche molto sporco, aveva pensato bene di asciugarsi sulle lunghe tende candide, lasciando dietro di sè un alone scuro. Dopo essersi asciugato, rimase ancora per un po’ avvolto nelle tende: quella stoffa era morbidissima, nulla a che vedere con le sue maglie, che pizzicavano tantissimo contro la sua pelle, facendola arrossire tutta. Sua mamma, vedendolo tutto attorcigliato, decise di andare a prenderlo, e quando vide la grande macchia nera lasciata dal figlio sulle tende, diventò tutto d’un tratto rossa, rossissima in viso. Afferrò il bambino per il polso e se ne andò, dandogli una sculacciata. Anastasia la vide ritornare poco dopo con una sedia e, dopo esserci salita sopra, smontare la tenda, per poi portarla fuori e lavarla sotto la pioggia crosciante, con un pezzo di sapone estratto dalla tasca.
Alcuni uomini, che potevano essere identificati come boscaioli dalle loro pesanti camicie di flanella, ora sul pavimento, si aggiravano a torso nudo alla ricerca di un panno con cui asciugarsi. A questa vista Roberto si ricordò della propria infanzia, quando, dopo aver fatto il bagno nel fiume, lui e i suoi cuginetti stendevano gli abiti al sole, arrampicandosi sui rami più alti, aspettando lì e godendo della vista di tutta la valle. Sorrise tra sè e sè, ma quel suo piccolo momento venne bruscamente interrotto dalla voce della sua adorata Anastasia, solitamente calma e vellutata, come si addice ad una ragazza di buona famiglia come lei, ma in quel momento stridula e gracchiante.
‘Ma il mondo oggi è andato sottosopra?’, si disse Roberto, pensando all’ironia di un teatro tanto elegante popolato da spettatori arruffati e smarriti come cuccioli senza mamma.
In lontananza, ecco che una figura guardava la coppia con occhio stanco ma esperto, notando in particolar modo il viso eburneo di Anastasia. La figura sospirò, attraversando piano il grande atrio. [continua…] 

Mariana Rosa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑