Percorsi

Storia di un’evoluzione

Quando facciamo un passo indietro vediamo meglio la realtà, comprendiamo maggiormente il susseguirsi dei fatti accaduti, proprio come quando, dopo aver scritto alla lavagna, allontanandosi, la si vede per intero. Si guarda tutto il proprio esercizio, lo si riguarda, si vede se c’è qualcosa che non va, se sono stati commessi errori.
Così, con l’inizio di una nuova avventura londinese, ho voluto fare un passo indietro e questa decisione ha dato, dopo un bel po’ di tempo, i suoi risultati. Non tutti, certo, ma pochi alla volta e al momento giusto. Riguardando “il mio esercizio” non solo ho notato come fosse pieno di errori, ma anche di come, non di rado, si ripetesse, per non condurre ad alcun risultato. Però, come diceva il mio vecchio prof di matematica (ben più saggio di quanto volesse mostrare) l’importante è capire dove ci si è sbagliati.
Fare un passo indietro aiuta a comprendere alcuni momenti della vita: ripensando, si comprendono cose di cui prima non ci si accorgeva, percependo la profondità e l’immensità di quello che ci circonda — e in mezzo ci sei tu, che vivi ogni giorno nuove esperienze, che si aggiungono alla tua storia.
Questi libri si sono aggiunti alla mia storia — e di questa parlerò.

Si dice anche che i libri si vivano — per quanto mi riguarda racconterò di esperienze, di come le cose mutano e non mutano, di come ognuno cambia, del tempo che scorre troppo in fretta e di decisioni, di chi crede che tutto succeda per caso, e chi che sostiene che dio non giochi a dadi con l’universo.
Il motivo per cui ho scelto proprio questi libri, dunque, non è casuale: così, sotto un cielo stellato, ho trovato la soluzione al problema.
Ho iniziato a pensare alle persone che mi ispirano, che fungono da muse per la mia creatività e crescita. Persone comuni, semplici, che si muovono attorno a me nel mio piccolo universo. Pensavo alle sensazioni che provo quando mi trovo in loro presenza e quando penso a loro; poi ho pensato ai libri che avevo scelto — e lì ho capito: le sensazioni erano analoghe.

La particolarità dei libri, individuata in seguito, sta nel momento in cui li ho letti: ognuno era adatto al periodo in cui mi trovavo, ne è stato parte e ha avuto un ruolo specifico.
Tratterò di percorsi, amori passionali, di poesia e di insegnamenti di vita, di come un libro cambi la tua visione delle cose e ti spinga in una certa direzione, come leggere faccia riflettere sulla propria condizione e individualità, sempre alla luce di una visione personale. Discostandomi dal modello di una — seppur valida — recensione, spero di dare originalità reinterpretando alcune mie esperienze in relazione al libro. Spero, con questa rubrica, di riuscire a toccare il vostro cuore, e anche succedesse con una persona solamente, avrò raggiunto comunque il mio obiettivo. Vorrei che le mie parole muovessero qualcosa in voi, come questi libri hanno fatto con me.

Riporto, per concludere, una citazione di Fabrizio Caramagna trovata solo apparentemente per caso,

“Quando finisci un libro e lo chiudi, dentro c’è una pagina in più. La tua.”

Sophie

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