L’intervista ad Alice

Dopo la biografia di due giorni fa, Alice, nuova illustratrice del blog, si è raccontata qui di seguito a Federico, in un dialogo che speriamo possa interessarvi e che qui sotto vi riportiamo.

Cara Alice, tu sei la prima delle quattro persone appena entrate nel blog che, da oggi al 30 settembre, presenteremo al nostro pubblico. Nella tua biografia ci hai parlato di una passione (per l’arte) nata sin da bambina, raccontandoci quali sono state le “tappe artistiche” del tuo percorso. Quando, però, hai capito che l’arte fosse la tua strada? E com’è cambiato il tuo percorso da quel momento in poi?
Io ho capito che l’arte era la mia strada in seconda media. Sono andata a vedere una mostra al Museo del Novecento con la scuola. Di fronte a un quadro futurista con delle bandiere che si muovevano, e formavano una sorta di infinito aperto, sono rimasta davvero estasiata. Il fatto che per me fosse così importante quell’immagine mi ha fatto capire che, probabilmente, quella non fosse solo un’immagine, e lì ho capito, appunto, che l’arte era la mia strada. Così, come ho scritto, ho deciso di iscrivermi all’Artistico, nonostante la contrarietà dei miei genitori, e lì ho guadagnato molta indipendenza. Il binomio fra arte e indipendenza, nel tempo, si è rafforzato: prima, per inseguire l’arte, me ne sono andata di casa; ora, grazie all’arte, riesco a essere autonoma economicamente dai miei. Nel corso di questi cinque anni, ho provato praticamente di tutto — e tuttora, visto che sono perfettamente consapevole del fatto che l’arte senza un messaggio sia pura decorazione, sono sempre alla ricerca di nuove tecniche e nuovi modi di fare arte. Nel mio percorso sono giunta alla conclusione che l’arte non si possa staccare dalle persone: il legame umano, il confronto, è necessario per produrre qualcosa che sia bello e che mi lasci soddisfatta. Mi piace lavorare con persone con le quali sto bene e, per questo, sono felice di essere qui su Bottega di idee.

Tu hai già pubblicato varie illustrazioni: Cercarsi Trovarsidue testi del sottoscritto, e Ripensare la modernità, presentazione della nuova rubrica di Francesca, di cui curerai sempre tu le copertine. In che modo cercherai di integrare e — perché no — far risaltare questa rubrica?
Cercherò di fare le illustrazioni con un modo totalmente diverso rispetto a  quello utilizzato sinora. Per esempio, nell’ultima illustrazione, ho usato la tecnica del collage, che è un qualcosa di estremamente dinamico che però parte da presupposti fisici. Mentre disegnando si costruisce da zero, con il collage si parte da qualcosa di esistente per creare qualcosa di più grande, il che è perfettamente coincidente con quello credo debba fare un illustratore con un articolo: partire da presupposti che ci sono e, a partire da quello, creare qualcosa che possa risaltarlo. L’idea della rubrica mi piace molto perché è estremamente riflessiva: nonostante argomenti molto estesi, Francesca riesce a essere decisamente introspettiva nel modo di scrivere.

Privatamente, mi hai già detto che tu, oltre a disegnare, scrivi. Per una scelta condivisa ma nata da una tua richiesta, in questi mesi su Bottega di idee usciranno solo illustrazioni. Potresti dire ai nostri lettori il perché di questa decisione e, se mai deciderai di cambiare idea, quando (e magari di che cosa) parlerai sul nostro blog?
Attraverso i quadri io riesco a passare qualcosa che sono, però in maniera decisamente filtrata. Mettendo nero su bianco qualcosa, mi sembra di espormi in un modo che ancora non ho avuto il coraggio di affrontare, e quindi la prospettiva per ora mi spaventa. Come ogni paura, comunque, credo vada affrontata e superata, quindi non posso certo escludere di pubblicare qualcosa in futuro. Sul cosa, però, ancora non ne ho idea; prima supererò questo blocco, poi penserò a come adoperarmi per trasporre in parola ciò che per ora è nella mia mente.

La tua ambizione, in futuro, è vivere d’arte. Sorge spontanea una domanda: cos’è per te l’arte e quale definizione ne indichi?
Per quanto mi riguarda, arte è libertà. Un modo per prendersi i propri spazi, per dire ciò che una persona vuol esprimere davvero; un mezzo per viaggiare, per conoscere persone, per arricchire e arricchirsi. Se dovessi definirla in poche parole, direi che l’arte è un mezzo per raggiungere la libertà.

Oltre a te, su Bottega di idee c’è una vera e propria squadra di illustratori. Anna e Frank, che presenteremo tra qualche giorno, ma anche Lara, Alice Sciarmella, Michele e Sofia. Quale di queste persone ti ha colpita di più e con quale auspichi di poter lavorare?
Io aspetto con ansia di lavorare con Anna anche solo per il fatto che lavoriamo da molto tempo insieme. Di recente, invece, l’illustrazione de L’angolo politico di Frank è quella che mi ha colpito di più, e che personalmente pongo al vertice di tutte le illustrazioni mai uscite sul blog. Ovviamente, la rosa di illustratori è molto ampia, e sono curiosa di poter conoscere meglio ciascuno di loro.

Bottega di idee è stata accolta da te con un entusiasmo davvero fuori dal comune. Cosa vedi nel blog di positivo per te e perché sei così contenta di farne parte?
Ne sono molto contenta perché è davvero un’opportunità notevole per me. Tu già lo sai, ma mi piacerebbe chi legge sapesse che sono stata contattata da uno scrittore di Roma per collaborare, dopo che questi aveva scorso il blog. Al di là del ricavo personale, credo che la tua (anzi: nostra) iniziativa possa essere preziosa su due fronti: vivacizzare i giovani che ci leggono e dimostrare agli adulti che ci criticano che non tutti i giovani, soprattutto nella nostra Valle bistrattata — la Valtellina, N.d.R. —, stanno a poltrire sul divano, e che anzi non lo fa quasi nessuno. Il fatto stesso che tu — riferendosi a Federico, N.d.R. — ogni mese scriva di politica, dimostra che quell’immobilismo, quell’indifferenza nei confronti del mondo degli adulti che spesso ci viene criticata, appartiene a ben poche e isolate persone.

Al di là del fatto che il nostro blog stia raggiungendo cifre davvero notevoli in termini di visibilità, ciò non pregiudica ma anzi eleva l’ideale nato da me e portato avanti grazie a tutti voi che ne fate parte — anteporre la qualità alla quantità; cercare di ottenere numeri alla luce di contenuti di un certo spessore, e non viceversa. Pochi tentativi simili al nostro, purtroppo, riescono in quest’intento. Qual è la discriminante secondo te e che cosa ne pensi, in generale, di questa ricerca di avvicinare i giovani alla cultura?
Temo che, per un ragazzo della nostra età, purtroppo, occuparsi di cultura, sembri una cosa da vecchi. È come se nessuno avesse più il tempo di fermarsi e leggere, fermarsi e scrivere, fermarsi e pensare. Per questo trovo il blog molto prezioso e auspicherei anche una dimensione cartacea per andare in questa direzione. Non saprei dire perché alcuni tentativi, come il nostro, riescano, e altri meno. Credo però pazienza e ideali forti siano di grande importanza, e a questo proposito penso che portare Bottega di idee su carta, o in strada — come già avvenuto per il nostro evento di poesie di maggio, N.d.R. —, magari a fianco di altri gruppi mossi dallo stesso ideale, possa essere l’ultimo passo per poter estendere ancora di più il nostro tentativo e i nostri sogni.

Federico

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