L’intervista ad Anna

A quarantotto ore di distanza dalla pubblicazione della sua biografia, la presentazione di Anna ai nostri lettori si esaurisce con la consueta intervista. Nelle righe che seguono, la nuova illustratrice ha parlato con il “vecchio” redattore, in un dialogo che qui sotto vi riportiamo.

Cara Anna, nella tua biografia, hai scritto che, dopo i 15 anni, hai iniziato a realizzare “passioni volanti e obiettivi”, e anche a “dipingere […] non più per dovere autoimposto”. Ci dici di più sul tuo percorso di avvicinamento all’arte?
Parto dalla fine: ho appena concluso il Liceo Artistico. Tornando un po’ indietro, è importante dire che, da quando ho ricordi, disegno. Come ogni bambina o quasi, amavo disegnare. Da lì, come in ogni cosa, la pratica del disegno ne ha rafforzato la passione, e la passione ha certamente fatto sì che potessi migliorare di giorno in giorno. L’interesse vero è nato sicuramente alle superiori. Nell’ambiente liceale, infatti, ho trovato persone che facevano arte meglio e da più tempo rispetto a me; ho iniziato a seguire davvero, amandola senza secondi fini, la storia dell’arte; e, da due anni circa, porto avanti le mie idee e il mio tentativo di fare arte. Personalmente trovo che l’immagine sia un concetto assolutamente incredibile. Chiunque faccia arte — sia essa pittura, scrittura o altro — ha una sensibilità diversa, ed è bello che qui su Bottega di idee la si possa esternare.

Diversamente da Alice, che sul sito che è stata presentata da qualche giorno ma che tu conosci da tempo, qui su Bottega di idee non sono ancora state pubblicate tue illustrazioni. Puoi anticipare ai nostri lettori quali sono le tue tipologie di lavoro preferite?
Prevalentemente, faccio tantissimi live sketch, e cioè disegni su ciò che vedo fuori di me, proprio nel momento in cui li vedo. Amo molto anche dipingere, ma sono una pasticciona e quindi riesco meglio nei disegni. Faccio anche molti ritratti (per la maggior parte dei casi non commissionati) perché trovo che i volti emanino un’aura, posseggano un’espressività, che a un qualunque altro soggetto manca.

Fra due soli giorni, Bottega di idee presenterà Bianca, nuova scrittrice che si aggiunge alla nostra squadra, e che per noi ha già firmato, da “esterna”, un reportage sul suo viaggio in Lituania. Da ottobre a dicembre, tu curerai le illustrazioni della sua rubrica. Senza fare spoiler, cosa pensi del dover illustrare degli articoli? In privato mi hai detto che non l’hai mai fatto…
Ho già avuto richieste per opere, ovviamente, ma dover illustrare degli articoli non mi era mai capitato. Sono quindi molto curiosa di fare questa nuova esperienza, e spero solo che le mie illustrazioni non banalizzino i contenuti proposti da Bianca, ma che li sappiano far risaltare.

Questa domanda, semplicemente, è d’obbligo per chiunque nella vita provi a fare arte. Cos’è l’arte per te e, dovessi descriverla in poche parole, quali useresti?
L’arte è il modo che hanno le persone con una sensibilità maggiore rispetto ad altre di trasmettere e condividere con chiunque il loro modo di vivere le cose. Sono piuttosto critica nei confronti dei lavori artistici, presenti e passati. Per quanto mi riguarda, l’arte è coincidente con il momento in cui l’artista riesce a espellere dal suo corpo, a esteriorizzare, a rendere manifeste, le sue idee. L’arte novecentesca, per esempio, mi colpisce nettamente di più rispetto a quella dei secoli precedenti proprio per questa sua tendenza a stare fuori dagli schematismi e dalle richieste dei committenti, e per questa sua tensione verso l’espressione dell’inconscio. Parrà forse banale, ma credo che, in ultima istanza, l’arte sia un modo di esprimersi, proprio nel senso di esprimere se stessi.

Mi riallaccio a quanto hai appena detto. Prendiamo, da una parte, Banksy; dall’altra, Michelangelo. A quale dei due ti senti più vicina e quale stimi maggiormente? E, in generale, credi che gli artisti di oggi possano riuscire a raggiungere i vertici toccati dei massimi esponenti della storia dell’arte?
Parto dal presupposto che Banksy non mi fa impazzire. Ciononostante, apprezzo moltissimo il suo intento sociale, anche se lo trovo molto “commercializzato”. Personalmente mi ricorda un po’ Baricco — straordinario nella forma, un po’ commerciale nei contenuti. Non ho certo difficoltà, in ogni caso, a preferire Michelangelo anche eticamente, non solo come arte — che trovo comunque di gran lunga superiore.
Sulla seconda questione, penso che fra qualche secolo ci saranno delle opere e degli autori che assurgeranno a simboli assoluti dell’arte, proprio come oggi può esserlo per noi Michelangelo. In particolare, grazie alla diffusione di Internet e dei social network, oggi, qualsiasi informazione circola a velocità inquietante superando i confini geografici fino a poco fa assolutamente insuperabili. Parallelamente, tutta la quantità di arte che oggi è presente su Internet, da un lato abbassa il livello medio di qualità, dall’altro rende molto più difficile emergere, su tutta la moltitudine di artisti, più o meni seri, a disposizione di chiunque.

Come detto, con Alice Bontempi sei stata compagna di classe e tuttora sei compagna di “lavoro”. Cosa impara l’una dall’altra e da quando lavorate insieme?
Io e lei coesistiamo da circa un anno. Ci troviamo bene perché entrambe viviamo questa come una vera passione; lei è letteralmente un pozzo di idee, spesso il mio ruolo è quello di riportarla un po’ con i piedi per terra. A livello tecnico, a lei piace tantissimo il colore, mentre a me il segno, preferisco elaborare, studiare, disegnare mentre lei opera “di getto”. Anche questo modo diverso di operare ci arricchisce e influenza l’un l’altro. Da Alice, e con questo concludo, ho imparato la leggerezza del disegnare, il fare arte per me e per me soltanto.

Bottega di idee ha sempre avuto come intento quello di unire giovani e cultura. Cosa ne pensi tu di questi tentativi in generale e del nostro nello specifico?
Prima di tutto, una piccola specificazione: giovani e cultura è anche una bella espressione, ma preferirei sostituirla con ragazzi e quello che hanno dentro. Personalmente, dunque, trovo che i ragazzi abbiano un’energia fortissima. Tramite il teatro, tramite l’arte, tramite Bottega di idee, noi possiamo avvicinarci alla realtà degli adulti, e migliorare un mondo che ci è stato consegnato in pessime condizioni proprio da quegli adulti che criticano il nostro lassismo. Per giocare ancora un po’ con le parole, direi che è importante dimostrare che i ragazzi non stanno, ma fanno. Personalmente, sono molto contenta di far parte di questa nuova squadra, anche per poter conoscere meglio nuove persone che facciano arte in maniera diversa dalla mia, e non in modo prettamente figurativo. Stare a fianco di persone con voglia di fare è la mia bussola, e qui su Bottega di idee ne troverò tante e nuove. Quindi: non vedo l’ora di cominciare!

Federico

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