La più bella forma d’arte

Nel mese appena passato, vi abbiamo mostrato quale sarà la nostra pista. Ora è venuto il momento, insieme, di ballare. Di seguito, dunque, tutto quello che vedrete di qui alla fine di ottobre. Grazie e buona lettura.

“Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare.” — Andy Warhol

“Ogni uomo è unico”: così scriveva Hannah Arendt in The Human Conditionaggiungendo che “con la nascita di qualcuno viene al mondo qualcosa di nuovo nella sua unicità”. È con questo spirito che, nel mese appena passatoBottega di idee ha messo in mostra, esibito e presentato ogni novità, ogni persona, ogni originale apporto che troverete da oggi fino a dicembre.
Una programmazione speriamo gradita, ma certamente impostata secondo principi (oggettivamente, oseremmo dire) controcorrente: il parlare di tematiche sì variegate, ma non certo “di grido”. Parlare di disastri ambientali, sociali e umani come farà Valeria; provare a mostrare come dei libri possano cambiare la vita di qualcuno, scopo di Sofia; “ripensare la modernità” secondo le coordinate di spazio, tempo e velocità, come tenterà Francesca; mostrare l’arte presente nei film, nei prodotti televisivi e videoludici, dissezionandoli, intento di Alice S.; o, infine, raccontare di sistemi scolastici diversi rispetto al nostro, esaltandone le peculiarità, di cui scriverà Bianca: non sono certo temi da migliaia di views, di like, di followers. 
Ma, del resto, se possiamo permetterci questa scelta è anche e soprattutto grazie a voi che ci leggete: 100 al giorno da agosto a settembre, 6000 negli ultimi due mesi, con numeri che testimoniano un pubblico che non varia al variare delle tematiche, ma che ogni giorno conferma l’adesione alle nostre scelte.
A quanto già anticipato, dunque, si aggiungeranno due interviste, di cui vi anticipiamo solo la prima, e cioè quella a Elena Grandi, portavoce nazionale della Federazione dei Verdi nonché Vicepresidente del Municipio 1 di Milano; due articoli del sottoscritto, uno sulla rubrica politica già annunciata e uno d’esordio di una nuova rubrica (dal titolo “vedute grandangolari”) che unirà, in un intreccio inscindibile, filosofia e quotidianità, testi e vita quotidiana, ideali e scelte di vita; e un articolo di Maria Rapella, fondatrice di Fridays For Future Sondrio che per noi ha già firmato una riflessione qualche mese fa, sul Global Strike del 27 settembre.
Tutto questo sarà rappresentato vivacemente da Michele, Lara, Alice Sciarmella, Alice Bontempi, Anna, Sofia e Frank: cioè tutti quegli illustratori che — ciascuno con le proprie peculiarità — proveranno ad arricchire le riflessioni dei nostri autori, per rendere belli, oltreché buoni, tutti gli articoli con cui vi terremo compagnia.
E questa successione (di poco più di 10 articoli) sarà tutta vissuta secondo lo stile, e il pensiero, stante dietro l’illustrazione di Frank e la frase d’apertura: cercando, cioè, di mostrare la costrizione, l’ansia, l’angoscia perturbante di Pan — metafora ovviamente dei campi e dei boschi di cui è dio —, schiacciato dall’egoismo umano e dai disastri — ultimo dei quali l’incendio in Amazzonia — che ne testimoniano l’operato.
Nella convinzione, di Warhol ma non certo solo sua, che “avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare”.

Federico

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