Il nostro presente

Presente. Dal latino praesentem, participio presente del verbo praesum — composto di prae, innanzi, e sum, sono: che è al cospetto di qualcuno. […] Come sostantivo vale “Dono”: come se dicesse che è posta innanzi, cioè offerta.*

Presente. In entrambi i sensi.
Così sarà dicembre, per Bottega di idee.
Un mese lungo, fitto, pieno di articoli e di regali. Regali a noi, con delle grandi possibilità che avremo; regali da noi, con grandi nomi che, di qui in poi, avremo la fortuna di potervi offrire.
Sarà un mese di chiusura delle nostre rubriche interne: Alice, e il rapporto tra arte e mass media; Bianca, e i sistemi di istruzione innovativi; Sofia, e i libri che le hanno cambiato la vita; Francesca, e il suo “ripensare la modernità”; Valeria, e le sue riflessioni sulle oscurità di questo mondo.
Sarà un mese in cui questi alcuni cerchi si chiuderanno e altri se ne apriranno: l’articolo esterno sarà firmato da una nostra infaticabile e storica lettrice, Martina Pizzi, che inizierà ad aprire un capitolo — quello di Bookcity 2019 — che (come scoprirete insieme a noi) sarà centrale nel nostro futuro prossimo; torneremo a ridere sugli articoli di Carlo, che ci farà festeggiare il Santo Natale con la sua Avventura sotto l’albero; persevererà il nostro redattore nelle due rubriche di dialoghi (cinematografici e Verdi) appena avviate e nelle due (per fortuna, sempre più seguite) rubriche sulla connessione tra vita quotidiana e filosofia, da una parte, e cinema dall’altra.
Oltre a questo, almeno tre interviste tutte da scartare per voi: Tiziana Bergamaschi, già citata nell’intervista ad Alberica Archinto, fondatrice di Teatro Utile e collaboratrice dell’Accademia dei Filodrammatici; Antonia Chiodi, direttrice della Scuola dell’Accademia dei Filodrammatici; Mina Welby, moglie del compianto Piergiorgio Welby e attuale Co-Presidente dell’Associazione Luca Coscioni. E non solo: oltre a queste, nei mesi che verranno, stanno per comparire sul nostro altre interviste con nomi sempre più prestigiosi, che per ora non riveliamo.

Insomma: trenta giorni a partire da ora, quindici articoli con quello di oggi.
In una sorta di personale “calendario dell’avvento”, un giorno ogni due potrete scartare un nostro cioccolatino, rimirarlo, e decidere se degustarlo o aspettare il successivo.
E visto che Babbo Natale non esiste (ma non ditelo ai bambini), sotto l’albero, i presenti, li metteremo noi. A voi non resta che scartarli.

Federico

* fonte: etimo.it

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