La bottega delle poesie

Cinquantatré poesie da dieci firme diverse.
Solo dodici selezionate, di quattro autori differenti.
Cinque di Echo, vincitrice del nostro Concorso Poetico; tre di Anna Lanfranchi, seconda classificata; due a testa per Clara Cantelmi ed Elisir, che completano il podio con un terzo posto ex aequo.
Una selezione abbastanza dura, e che per di più non vede nulla di diverso dalla pubblicazione sul nostro sito come premio.
E questo, come tanti altri segnali raccolti dal nostro blog durante questi anni, è solo uno dei tanti segnali della partecipazione dei giovani, anche alieni al nostro sito, all’unica missione culturale.

Fin qui — i più accorti fra voi forse lo ricorderanno — è tutto molto simile all’editoriale dell’anno scorso: stesso titolo e stesso testo, anche se con diversi componenti del podio. Ma da quel tempo, e da quell’edizione del Concorso dalla quale comunque tutto è partito e che, di conseguenza, ci piaceva rievocare, molte cose sono cambiate. Prima fra tutte, incidentale al blog ma essenziale per il Concorso, è una bellissima storia. Ibra Bemba Diallo, ragazzo guineano di 23 anni, è arrivato in Italia attraversando il Meditarraneo su quei barconi dei quali in passato tanto si è speculato spesso parlando senza alcuna cognizione di causa. In Guinea, terra dalla quale è scappato, Ibra ha perso molti dei suoi componenti familiari, e addirittura ha perso la vista da un occhio a seguito di un tragico evento; giunto in Italia, si è stabilito vicino Genova, ed è stato accolto da quel gruppo di ragazzi — che ormai abbiamo imparato a conoscere per il loro entusiasmo e i loro grandi ideali — rispondenti al nome di Valley’s Got TalentDopo anni difficoltosi, Ibra è riuscito a recuperare la vista a seguito di un’operazione sulla retina. Da molto tempo, Ibra racconta del suo passato sotto varia forma — e un’intervista che il sottoscritto gli farà verrà pubblicata su questo blog, in un mese (giugno) integralmente dedicato al tema degli sbarchi, alla realtà dei migranti e ai concetti di etnia, cultura e inclusione. Oltre alle interviste, Ibra ha già pubblicato un suo libro, ma forse la modalità di trasmissione che preferisce è quella delle poesie. Così, considerando tutto ciò che finora vi ho detto, la Giuria ha deciso di dedicare uno spazio speciale a Ibra, pubblicando una sua poesia, dal titolo Brandelli Blu Mare, carica (come certo immaginerete) di emozioni forti.
Oltre a questo premio speciale, com’era avvenuto l’anno scorso, al mese poetico contribuiranno anche autori interni al blog: ci saranno cinque poesie di Federico, quattro di Alice e tre di una nostra firma che preferisce restare anonima.
Rispetto all’anno scorso, infine, ci sono ancora vari elementi di continuità e discontinuità: da un lato, ci concentreremo ancor più sul tema della poesia pubblicando anche tre testi di autori del passato (Prévert, Moravia e Ungaretti); dall’altro, proprio come l’anno scorso, ogni poesia sarà singolarmente illustrata dai nostri illustratori.

Al termine di questo lungo ma necessario resoconto, quella che per certi versi è la ciliegina sulla torta di questo succulento mese che ci attende: tra qualche settimana, a inframmezzare le pubblicazioni poetiche, il sottoscritto avrà l’onore di poter pubblicare su questo blog la sua intervista a Walter Siti, vincitore del Premio Strega 2013 e del Premio Mondello nella  categoria “Opera Italiana” con il suo Resistere non serve a niente, e freschissimo candidato al Nastro d’argento alla miglior sceneggiatura nel 2019, con Euforia — film di Valeria Golino di cui Walter Siti (oltre alla stessa Valeria Golino, a Valia Santella e Francesca Marciano) era sceneggiatore.
L’intervista a Walter Siti, ci teniamo a dirlo, è solo l’ultima delle tante soddisfazioni che il nostro blog, in questa specifica categoria, è riuscito a togliersi: solo 12 mesi fa, il nostro sito — per citare solo una caratteristica, la più esteriore — aveva raggiunto, dal giorno in cui è nato, poco più di 30mila visualizzazioni; 12 mesi dopo, siamo quasi a 60mila, con una crescita esponenziale e costante sino a poco fa impensabile.
E questo — è bene che sia chiaro — non lo diciamo per la sciocca autoesaltazione tipica di troppi personaggi della nostra società, dalla politica alla musica, ma perché crediamo nell’importanza di raccontare — anche, non solo — belle storie, bei racconti, perché, in un’epoca di grande difficoltà come quella che ci troviamo ad affrontare, pensiamo che possa essere molto importante.
I nostri amici di Valley’s Got Talent, ogni settimana, pubblicano sui loro profili social una rubrica di good news; noi, e non certo da oggi, proviamo a tenervi compagnia parlandovi non solo di grandi disagi, come l’agosto scorso abbiamo ritenuto giusto fare, ma anche di bellissime storie.
Bellissime storie come quelle di Giulia Negrini, prima storica illustratrice del nostro blog, che dopo qualche anno di ricerca personale tornerà, da questo mese, a portare i suoi contributi; bellissime storie come le tante interviste a personaggi di spicco; bellissime storie come quelle di Ibra — storie che siamo felici e onorati di poter ospitare.
Ed è con la speranza che la storia più importante di tutti — la nostra, quella di tutti i fratelli del genere umano, senza alcuna distinzione — possa presto cambiare direzione, facendoci togliere mascherine e restituendoci molti sorrisi, che vi ringraziamo dell’attenzione e vi diamo appuntamento a martedì 5 maggio, con il prosieguo della Lettera alla poesia già inviata l’anno scorso, che sancirà l’inizio ufficiale del mese poetico.

Vorremmo dedicare questo scritto, sotto esplicito invito — che ci ha trovati assolutamente concordi — di Ibra Bemba Diallo, che fra le altre cose lavora con la Croce Rossa Italiana, a tutti gli operatori sociosanitari, a tutti gli infermieri e a tutti i medici del nostro Paese, che stanno facendo un lavoro incredibile, il più importante di tutti: la cura del prossimo e della nostra salute. Grazie.

Federico

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