Ricominciare, sempre

Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. — José Saramago

Nell’antichità esisteva la razza? 
È con questa domanda che la nostra Laura ha voluto titolare il suo ultimo articolo (il quale, lo diciamo per inciso, ha avuto un successo strepitoso e del tutto imprevedibile, invogliando lei, e per esteso noi, a proseguire nel tentativo di parlare di cultura nonostante un pubblico di giovani), pubblicato nel mese appena concluso e dedicato a temi che, purtroppo, la pandemia da Co-vid 19 aveva estromesso dai siti d’informazione e dagli articoli di giornale. E, ancor più preoccupante, è quel verbo all’imperfetto appena utilizzato: ancor più perturbante, ancor più scioccante, è stato il motivo per cui questi temi sono tornati alla ribalta — mi riferisco, ovviamente, all’uccisione di George Floyd.
Un caso ripescato da un mare magnum di atroci sofferenze e discriminazioni razziali d’una terra che ancor oggi, sebbene “vanti” un Presidente che suggerisce l’iniezione di candeggina delle vene, sebbene abbia ancora (unico Stato occidentale) la pena di morte, sebbene non certo da ieri vada uccidendo cittadini incolpevoli — specie se neri — e distribuendo armi anche ai più piccoli, viene troppo spesso assurto a modello da imitare, trattato quasi come se fosse un esempio da seguire.
Non avrete mai la controprova empirica, ovviamente, ma chi vi scrive potrebbe giurarvi su qualunque cosa gli venisse chiesto che, già da marzo (cioè da quando gli sbarchi e le migrazioni e la questione razziale sono stati brutalmente eliminati dalle cronache dei giornali e dal dibattito politico pubblico) la macro area tematica “razza/discriminazione/etnia/integrazione” era già prevista per il mese di giugno; del resto, così è anche per agosto, del cui tema però qui — com’è ovvio — taceremo: se c’è una singola cosa di cui possiamo esser certi, e ai nostri lettori sempre più numerosi ne abbiamo dato prova più d’una volta, è che qui, su Bottega di idee, non si seguano gli argomenti “di tendenza” solo in quanto facciano tendenza. Lo scorso agosto, per dire, mentre qualcuno iniziava il proprio processo di autodistruzione politica sorseggiando un mojito al Papeete Beach, qui su Bottega di idee parlavamo di disagio nei giovani con interviste a psicologi e psicoanalisti, con prospettive provenienti dal mondo della fede o con testimonianze di grande intensità portate da ragazzi coraggiosi che hanno deciso di mettere in pubblico le proprie, intime, esperienze di disagio.
Insomma, i temi trattati dal nostro blog in questi quasi quattro anni di rubriche e soddisfazioni, sono stati molti. Alcuni più letti, altri meno; alcuni ulteriormente approfonditi, altri solo accennati.
Per questo motivo abbiamo voluto seguire quella massima di Saramago posta in apertura d’articolo, riuscendo così, a un tempo, a dare il meritatissimo riposo ai nostri autori, da un lato, e ad aprirci al nostro pubblico, dall’altro. Infatti, quel che di qui fino alla fine di luglio vedrete sul nostro blog, saranno cinque rubriche composte da utenti esterni al blog su temi già trattati (più o meno estesamente) da Bottega di idee: cinque autrici, tre articoli ciascuna, e argomenti da riprendere, sviluppare, estendere, ornati dalle usuali immagini preparate dai nostri illustratori.
Nell’unica disposizione che riusciamo a fornirvi — visto che ovviamente non ci saranno rubriche più o meno importanti di altre —, l’elenco segue le distribuzioni delle pubblicazioni: da dopodomani in avanti, infatti, le rubriche si succederanno sempre con lo stesso ordine. Esordirà Francesca Giudici, studentessa della facoltà di “Letteratura, Musica, Spettacolo” alla Sapienza di Roma, nata in provincia di Frosinone, la quale parlerà dell’inestricabile legame tra poesia (tema a cui abbiamo dedicato varie interviste nonché due Concorsi) e vita; seguirà Selene Tognoli, che sempre da “esterna” aveva già pubblicato tre articoli nell’agosto del 2019, la quale — muovendo dagli articoli Cercarsi Trovarsi firmati dal sottoscritto — parlerà del corpo, tanto come strumento di conoscenza verso l’interno e verso l’esterno, quanto come ponte empatico tra individui e generazioni differenti; ci sarà, in seguito, una rubrica sull’alcolismo di Anna Lanfranchi (il nome non vi è certo nuovo: ha già pubblicato con noi a gennaio ed è risultata seconda assoluta nel nostro ultimo Concorso Poetico) che prenderà spunto dalle sue riflessioni circa la testimonianza pubblicata da un nostro lettore l’anno scorso; ci sarà spazio, ancora, per Nicole Cornaggia — nostra lettrice da tempo, è alle prime pubblicazioni su questo blog — con una rubrica trattante il rapporto tra il sé e la realtà, tanto sviluppata da chi vi scrive nelle sue rubriche sui legami tra filosofia e vita da una parte e cinema e vita dall’altra; e chiuderà, infine, Annalisa Berbenni (la quale ha già pubblicato per noi, a gennaio, una riflessione sull’autismo) con un’ampia riflessione sulla modernità, scaturente dagli scritti della nostra Francesca.

Tanta carne al fuoco, dunque.
Tante novità, come sempre.
Tanti piccoli passi, in un eterno ritorno che vuol però farci procedere innanzi.

Perché, come scriveva molto meglio di noi José Saramago,

Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. 

Federico

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