Intarsi intrecciati

Terza rubrica esterna ospitata dal nostro sito, Esercizi di stile — firmata da Anna Lanfranchi, già seconda classificata al nostro Concorso Poetico —, di qui a dicembre, sarà composta da una poesia, un breve testo di prosa, e un flusso di coscienza. Questo, in chiara continuità ideale con l’omonimo testo di Raymond Queneau, e soprattutto con il suo medesimo obiettivo: mostrare la ricchezza di ogni argomento, e farlo con modalità espressive sempre diverse. Grazie e buona lettura.

Interstizi
Interstizi
condannati
tra flutti e travi
arti spezzati
orifizi digrignati
ingoiano grida che non esalano
l’estrema speranza
urla di madri e di neonati
sopra un groviglio di
corpi ammucchiati
su cui si stagliano
superstiti interstizi
alla deriva di un
miraggio estirpato.

Intercapedini
Monumentale, vibra. Tra vento e flutti, due piramidi s’intersecano. Le estremità si tendono impazienti: l’albero reclama, la camicia invoca. L’intrico di corpi si delinea dal basso, avviluppandosi in un movimento che si protende verso destra. Diversamente urla il vento, che spira, gonfiando la vela, verso sinistra.
Drammatica, esala. Corpi incastonati recitano in un crescendo di emozioni. Una mano si aggrappa al corpo del figlio per mettere in salvo dalla corrente quel che resta di lui. Occhi sbarrati, corpi riversi, braccia inermi, gambe spezzate — frammenti anatomici di ufficiali. Esausti, si protendono verso l’orizzonte, ma rialzarsi è estenuante.
Sofferente, denuncia. Odissea degli orrori: liti, morti, sete, disperazione e cannibalismo. Ormai anche i soccorsi non sono altro che superstiti sbiaditi sullo sfondo. Ma lo scandalo persiste. E persisterà sulle rovine della monarchia.
Inesorabile, naviga.

Intersezioni
Da una parte la persona che vorrei essere dall’altra quella che mai avrei voluto diventare in mezzo vuoto voragine vortice volubile volute voli pindarici per prevenire lo sciagurato pensiero sempre imminente discrasia disvelatrice sospesa al di sopra del devastante efferato delirio esecrando nefando grondante moralità e ribellione grezzo conformismo di bigottismo e zelo desolante emulazione prodigale ingerita indebitamente peccato primordiale dell’umanità aspro delitto dell’intelletto violenza carnale pleonasmo nel chiasmo indulgenza fuorviante buonismo e pietismo esequie altisonanti di ciò che sarei stata siedono riverse al convivio del mio commiato spoglie eterno riposo dona a loro sconsolate sconsiderate riposino in pace scarnificate tra lingue affilate divampo e rinasco ira ammaliante di schiava costretta a un’esistenza inscatolata rattrappita frastagliata ridondante dondolio doveristico all’addiaccio | solo macerie in mezzo al deserto dove squarcio scorci scorti e li squarto in disgregazioni di speranza lacrime al vento di polvere arsa e bruciando respiro nel gelo di un nonsense che solo io vedo e sento e ammiro e ripugno e vivo e muoio pace all’anima mia.

Anna Lanfranchi

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