Chiedimi se sono felice

“Fuori dal letto?”
“Nessuno è perfetto”

— Aldo e Giacomo in Chiedimi se sono felice

Cosa succede quando racconti la storia di tre amici, delle loro disavventure e della loro rottura? Crei una delle commedie italiane più belle, iconiche, ironiche e amare del cinema italiano degli ultimi vent’anni.
La storia di Aldo, Giovanni e Giacomo racconta uno spaccato della realtà e di come il passato certe volte debba tornare per essere affrontato.
Questa pellicola del 2000 — diventata negli anni un cult colmo di citazioni quotidiane per moltissime persone — narra, attraverso flashback, le vicende del trio quando erano amici ed uniti dal sogno di fare teatro e rappresentare il Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand.
I protagonisti sono Aldo (comparsa di teatro), Giovanni (mimo del centro commerciale) e Giacomo (doppiatore): attraverso disavventure, storie d’amore ed equivoci arrivano a un punto di rottura che porterà il trio a non rivolgersi la parola per anni, fino a quando non verranno riuniti grazie a Marina (nel film interpreta la ex fidanzata di Giovanni) che li porterà in viaggio verso la Sicilia ad assistere ad Aldo dopo un incidente.
La storia raccontata nel presente fa da contorno ai flashback che raccontano e spiegano la vita dei personaggi tre anni prima e di cosa hanno dovuto affrontare.

La commedia si dipana con sarcasmo e ironia, le vicende sono affrontate con la voglia di prendersi in giro fino in fondo, eppure il finale lascia sempre l’amaro in bocca — siamo di fronte ad un’opera d’arte che racconta vicende con cui possiamo empatizzare. Conosciamo le loro storie, i loro caratteri, le loro battute, ma non sappiamo cosa sia successo dopo e siamo lasciati a noi stessi, a cercare di capire se alla fine sia tornato tutto come prima oppure la realtà sia stata più crudele e abbia lacerato un’amicizia in maniera irreparabile.
Chiedimi se sono felice racconta ironicamente una storia con cui possiamo sentirci vicini; che lascia a chi guarda una malinconia latente che fa pensare a chi se ne è andato dalla nostra vita a causa di un torto, oppure di equivoci; ci fa ridere molto con un umorismo pungente e stuzzicante — e, in ultima istanza, ci lascia qualcosa a cui pensare.
Una prova di comicità agrodolce che rappresenta la semplicità e la fugacità della vita e delle persone, dei sentimenti e di come possa essere tutto stravolto da un giorno all’altro e di come, in certi casi, tornare indietro sia un modo per affrontare la paura, la rabbia e la tristezza.
Con disinvoltura e romanticismo il trio comico riesce a coniugare risata e profondità, soprattutto rappresentando situazioni quotidiane con intelligenza.

Questa pellicola rappresenta sicuramente il picco di maturità del trio che riesce a coniugare la propria formazione teatrale con la narrazione cinematografica. La naturalezza della recitazione con cui trasmettono il messaggio dell’amicizia è così forte perché chi guarda si rivede all’interno della pellicola. Le battute irriverenti, fastidiose, gli scherzi, l’ironia continua è l’impostazione perfetta per rappresentare un rapporto amichevole in maniera efficace in quanto basata sui gesti, sul comportamento e sul legame che hanno i protagonisti tra di loro. La familiarità in cui ci si  trova immersi è ciò che fa da collante a questa commedia perché si è proiettati verso i protagonisti, più immersi dentro la storia e si sentono queste battute più vicine alla quotidianità di ognuno di noi.
È una commedia autentica, genuina e vera.
Un altro merito è quello della scrittura, che diventa iconica, tanto della storia quanto dei personaggi. Si sviluppa tutto intorno ai loro caratteri e ogni gesto e parola viene comunicata in maniera diversa a seconda di chi la pronuncia e così il dialogo diventa d’impatto.
L’aiuto maggiore che questa pellicola ha avuto e sicuramente la presenza di Massimo Venier, regista dell’opera, che riesce a unire momenti di grande ilarità con attimi di profondità e amarezza — come gli sguardi di Marina e Giovanni in treno, spontanei ed imbarazzati per un attimo e in seguito di nuovo freddi.
Aggiungiamo a tutta la composizione la colonna sonora formata dalle canzoni di Samuele Bersani, uno dei più grandi cantautori italiani, che riesce a donare alle scene la malinconia e il romanticismo in più che servono per accompagnare delle scene forti: si crea così una delle commedia italiane più belle, emozionanti e genuinamente divertenti degli ultimi vent’anni.

Guardare questo film significa sentirsi vicini e avere dalla propria parte un vero e proprio amico che non ci abbandona e non stanca mai, che ci accompagna nella vita di tutti i giorni e non ci fa mai dimenticare l’importanza dei legami che creiamo.

Alice

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