La ricchezza della diversità

La parola “diverso”, secondo il nostro amato Dizionario etimologico, deriva dal latino diversus — cioè “vòlto altrove”, “voltato in altra parte” ma anche “opposto”, “contrario” — frutto di un composto tra divertere (volgere in altra parte, allontanarsi) e vertere (volgere, e figurativamente cangiare, mutare, trasformare).
La parola “diverso”, nel nostro mondo recente, spesso fa paura.
E, quando si parla di diversità, non di rado lo si fa con riduzionismi, facili banalizzazioni, vuoti discorsi meramente teorici, spesso dimentichi del fatto che oltre alla teoria, per rendere cogente un discorso, serve anche la prassi. Ecco: noi cercheremo di fare il contrario — questa, quindi, sarà la nostra bussola: parlare di diversità in maniera, speriamo, poco ritrovabile altrove.
Come nel caso del mese dedicato al disagio nei giovani, e quello in cui ci siamo occupati di sesso, amore e genere (per fare solo due esempi di temi già da noi ampiamente trattati), quindi, cercheremo di portare delle proposte mosse, sempre, da grandi linee guida: una trattazione seria e approfondita; una tipologia di proposta variegata, che spazi da scritti di ricerca ad altri intimistici, poggiando così tanto sulla ricerca delle fonti quanto sulla pateticità (in senso greco) dei contenuti; degli argomenti, quando non “scomodi”, senz’altro “difficili”, e comunque sempre fondamentali nel nostro tempo, perlomeno secondo l’opinione di chi vi scrive ora.

Proprio come avevamo fatto a marzo, quando avevamo scelto di parlare della pandemia non con un virologo, un infettivologo o un politico, ma con un’infermiera, questo mese parleremo di diversità non con psichiatri o psicologi (non che ci sia nulla di male, ovviamente: anche noi ne abbiamo intervistati parecchi, da Pamela Pace a Mario Ballantini per nominarne solo due), ma con una giovanissima ragazza — Giulia Speziale — che, il “peso” della diversità, spesso l’ha sentito sulle proprie spalle. Oltre a questo dialogo, nei giorni che verranno, per quanto riguarda le riflessioni dagli autori esterni al blog, ospiteremo le riflessioni di Benedetta Carrara e Anna Lanfranchi, con due sviluppi piuttosto originali del tema: diversità ed epidemie per la prima; la diversità e il coraggio di essere se stessi, rispondendo alle proprie peculiari caratteristiche, per la seconda. Oltre a loro due, per quel che attiene invece ai nostri autori (senza dimenticare un testo del sottoscritto che tratterà di diversità, alienazione e isolamento), avremo una riflessione, di Francesca Parrotta, sul tema dell’intersezionalità; una testimonianza, di Alice, su come l’esperienza universitaria possa portare a una costante apertura mentale, a una instancabile rottura dei pregiudizi, spalancando così le porte alla diversità in tutta la sua ricchezza; una esplorazione storica, di Laura, sulla diversità nel mondo antico; e una, per concludere, di Francesca Giudici, di stampo dichiaratamente intimista, mostrando così — in un ideale completamento con il percorso di Anna — che cosa significhi vestire, ed essere la diversità.

Sebbene questo sia, indubbiamente, il tema centrale del nostro mese, non si parlerà solo di diversità: avremo una riflessione di chi vi scrive, dedicata ovviamente il 27 di gennaio, sulla memoria come impressione, visiva e non solo; e, soprattutto, il lancio di due nuove collaborazioni: una, già annunciata nel nostro articolo natalizio, in cui Mattia Agostinali, esperto di cinema, ci parlerà della prima decina dei 100 film che andrà raccontandoci di qui fino a ottobre 2021; e la seconda, comunicata qui per la prima volta, con una giovanissima ma lanciata (ha collaborato, solo per menzionarne un paio, con Radio 24 de Il sole 24 ore e Class Cnbc; pubblicando anche un libro sul 5g) giornalista, Vanessa Bocchi, che ha recentemente aperto Discover Diversity, un blog di cui noi siamo la prima collaborazione. Per (almeno) quattro mesi di fila, infatti, su entrambi i blog, compariranno scritti incrociati: a gennaio, Vanessa presenterà il suo blog qui e il sottoscritto farà lo stesso nel suo spazio, mentre da febbraio ad aprile (con una formula già utilizzata di recente con Il viaggiatore solitario, piccolo ma meritevole spazio gestito da giovani come noi) lei avrà una sua rubrica su Bottega di idee e tre dei nostri autori porteranno il loro contributo su Discover Diversity.

Insomma: quel che vi aspetta è un mese denso, pieno di prospettive diverse su un unico tema e di proposte che da quel tema esuleranno, per arricchire ulteriormente la nostra proposta.
Sarà, dunque, un mese — per concludere con una quasi ironica, anche se molto rivelativa, sovrapposizione con il nome del blog di Vanessa — principalmente sulla diversità, e, conseguentemente, un mese tutto da scoprire.

Federico

4 risposte a "La ricchezza della diversità"

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  1. Se riuscissimo a guardare al di la dei nostri pre concetti;
    cos’è diverso?
    se fosse forse quel non essere diverso a limitarci;
    cos’è diverso?
    E se fosse proprio chi è diverso a insegnarci qualcosa;
    sarebbe ancora diverso?
    E se fosse proprio la diversità che ci unisce; che ci spinge a crescere tutti i giorni.

    Sono domande che mi sono chiesto dopo aver conosciuto Giulia.

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