Le ragioni di una Lista, e le ragioni dello scriverne

Premessa: pur avendo scritto moltissimo nella mia giovinezza, ho smesso quando avevo grossomodo l’età dei redattori di questo sito. All’epoca, i suddetti redattori muovevano i primi passi. In senso letterale, non letterario. Ora, non è difficile capire l’entità di questo gap. Ci si potrebbe allora chiedere il perché di questa collaborazione. Per vocazione pedagogica, se volete vederla in modo costruttivo. Se mi conoscete, sapete invece che è semplice pigrizia. Certo, resterebbe da definire perché riprendere a scrivere adesso, ma qui le ragioni si perdono nei meandri di una psiche che, per la pigrizia di cui sopra, non ho alcuna intenzione di esplorare. Bene, questo articolo sarebbe dovuto cominciare disaminando l’ansia da incipit, ma ha scelto da sé come introdursi, e così sia…
Vi racconterò, in dieci puntate, cento film, la mia Lista/percorso che è il resoconto di trent’anni di passione, di visioni, di studio: a ben vedere, un autoritratto in absentia. Da dove inizio? Dalla genesi (con la g minuscola, per carità). Nell’ottobre del 2013 conducevo un workshop per il Lyceum Alpinum di Zuoz, in Engadina. Sul pulmino che ci riconduceva a scuola dal ristorante (le idee migliori vengono sempre a stomaco pieno, persino in Svizzera) mi venne proposto di stilare un elenco di cento pellicole (passatemi il termine retrò: ho i miei anni…) “da vedere”. L’idea mi piacque, e una volta in camera, non mi ci volle molto per stendere una prima bozza. Quello che non sapevo è che il gioco si sarebbe trasformato in un metodo che ben rispondeva alla mia atavica necessità di un ordine mentale. Già, perché un conto è buttare giù cento titoli a caso (qualunque appassionato può farlo senza grossi problemi); tutt’altra cosa cercare di dare all’insieme il giusto equilibrio. Equilibrio che, va da sé, esige regole precise, autodeterminatesi in oltre sette anni di serrato work in progress:

  • non più di un film per singolo autore;
  • max 50 americani (coproduzioni comprese);
  • max 10 muti (NB: muti non significa “non parlati”, né necessariamente anteriori all’introduzione del sonoro);
  • niente serie TV; 
  • le saghe valgono uno.

A queste si aggiungono due princìpi (non?) vincolanti:

  • nessun film antecedente all’invenzione del montaggio (quindi niente archeo-cinema, cinema delle origini e cinema delle attrazioni);
  • nessun regista che abbia esordito da meno di 10 anni (vale a dire prima del 2011).

Resta da determinare in che modo presentarveli. In un recente ciclo di videoconferenze per la Biblioteca Arcari di Tirano, abbiamo scelto l’ordine alfabetico: dinamico, variegato, ricco di sorprese. Credo però che mal si adatti alla forma scritta. Meglio quello cronologico. Sì, lo so: in questo modo sarete “costretti” a partire dai titoli più vecchi, ma se avrete pazienza e un po’ di buona volontà, vi ritroverete con un piccolo corso di cinema, e gratis… Se poi vi sentirete particolarmente motivati, provate a stilare la vostra lista personale, e inviatecela! Per agevolarvi, vi propongo tre ordini di grandezza: 25, 50 o 100 titoli. Se sceglierete le prime due opzioni, fate le dovute proporzioni per attenervi alle regole del gioco. Nelle prossime puntate, parleremo del metodo di compilazione.
E ora, signore e signori, iniziamo!

UNA SETTIMANA 
(One week, USA, 1920; BN, muto, 25’) di Buster Keaton e Eddie Cline. Con Buster Keaton, Sybil Seely.
Una coppia di giovani sposi. Una casa “fai-da-te”, in casse numerate, da costruirsi in una settimana. Un vecchio pretendente invidioso che mescola l’ordine dei pezzi. E le tragicomiche conseguenze che sfidano ogni legge della fisica.
PERCHÉ VEDERLO
Una classica slapstick comedy, della durata di una sola bobina e vecchia di oltre cent’anni (!) per cominciare la nostra lista. Ma anche uno fra i più perfetti congegni comici della storia del cinema. Regia, volto e acrobazie sono quelli, inconfondibili, di Buster Keaton, con Charlie Chaplin la più grande star degli anni d’oro del muto.
DOVE TROVARLO
Online, facilmente. Oppure potete vederlo in esposizione permanente al Museo Reina Sofia di Madrid, come esempio di cinema cubista!
…E SE VI È PIACIUTO
Fra i corto e mediometraggi, La palla numero 13 (1924; altresì conosciuto come Sherlock Jr.). Fra i lungometraggi, assolutamente da non perdere è Come vinsi la guerra, del 1927.

IL GABINETTO DEL DOTTOR CALIGARI 
(Das Cabinet des Dr. Caligari, Germania, 1920; BN, muto, 77’) di Robert Wiene. Con Werner Krauss, Conrad Veidt.
1830. In un piccolo villaggio tedesco arriva un losco imbonitore che porta con sé un sonnambulo, apparentemente in grado di indovinare il passato e predire il futuro. Si verificano però due omicidi, ed è facile individuare il primo sospettato…
PERCHÉ VEDERLO
Titolo ormai mitico, è il film che, dopo venticinque anni di ostracismo, sdogana finalmente il cinema come forma d’arte in piena regola, dando inizio al celeberrimo Espressionismo tedesco. Scenografie sghembe, deliberatamente irreali. Nessun angolo retto. Un utilizzo della luce non più frontale a mo’ di mero aspetto tecnico, ma come elemento narrativo e descrittivo. Il Cinema è diventato adulto.
DOVE TROVARLO
Nel catalogo delle biblioteche della Provincia di Sondrio (da ora “OPAC Sondrio”): https://bit.ly/39wesK6
…E SE VI È PIACIUTO
Nosferatu il vampiro (1922) e L’ultima risata (vd. successivo), entrambi di F.W. Murnau. Ma pure Metropolis (1927) di Fritz Lang.

L’ULTIMA RISATA 
(Der letze Mann, Germania, 1924; BN, muto, 90’) di Friedrich Wilhelm Murnau. Con Emil Jannings, Maly Delschaft.
Degradato a guardiano dei gabinetti per raggiunti limiti di età, un portiere d’albergo cade nella più cupa disperazione.
PERCHÉ VEDERLO
Capolavoro del kammerspiel (teatro da camera), l’Espressionismo “intimista”, il film di Murnau è fondamentale per molteplici ragioni: l’uso innovativo della macchina da presa, che diventa quasi un personaggio; la totale assenza di didascalie dialogiche; il finale beffardo. Analizzato sociologicamente, e vedendo nel protagonista il simbolo della Germania impoverita, è facile (e inquietante) individuare nell’andamento della trama i prodromi del Nazismo (cfr. l’imprescindibile Da Caligari a Hitler. Una storia psicologica del cinema tedesco di Siegfried Kracauer). Al di là delle interpretazioni, uno dei modi migliori per approcciarsi al cinema muto.
DOVE TROVARLO
Online.
…E SE VI È PIACIUTO
Restando su Murnau, oltre al già citato Nosferatu il vampiro (1922), Aurora (1927) premiato come “miglior produzione artistica” alla prima edizione degli Oscar.

LA CORAZZATA POTËMKIN 
(Bronenosets Po’tyomkin, URSS, 1925; BN, muto, 75’) di Sergej M. Ėjzenštejn. Con Vladimir Barskij, Aleksandr Antonov.
Giugno 1905. I marinai della corazzata Potemkin ancorata a Odessa si ammutinano. La folla, accorsa a sostenerli, viene massacrata dai cosacchi. Che fare?
PERCHÉ VEDERLO
Miglior film della storia del cinema? “Cagata pazzesca” (cit. Il secondo tragico Fantozzi)? Bando agli estremismi! È uno dei capolavori imprescindibili, in assoluto il più studiato (forse troppo), omaggiato e anche parodiato. Potente, ritmato, sorprendentemente scorrevole. Ėjzenštejn, con la sua teoria del montaggio sovrano stabilisce per primo la peculiarità del medium, e anticipa il concetto di autorialità. Da vedere, senza se e senza ma.
DOVE TROVARLO
OPAC: https://bit.ly/39reYsB.
…E SE VI È PIACIUTO
Sciopero! (1924) e Ottobre (1928), sempre di Ėjzenštejn. Ma anche L’uomo con la macchina da presa (1929) di Dziga Vertov.

LE AVVENTURE DEL PRINCIPE ACHMED 
(Die Abenteuer des Prinzen Achmed, Germania, 1926; BN virato, muto, 65’) di Lotte Reiniger.
Le avventure del principe Achmed e del celebre Aladino, tratte da due novelle de Le mille e una notte.
PERCHÉ VEDERLO
Primo lungometraggio “a cartoni” di sempre, non utilizza tecniche tradizionali, ma elaborate silhouettes di carta, composte da più parti unite da snodi e animate a passo uno (300mila singoli scatti!) su fondi tinteggiati in fase di stampa. Vi basta?
DOVE TROVARLO
OPAC Sondrio: https://bit.ly/3bEyjJx.
…E SE VI È PIACIUTO
Per le silhouettes, Principi e principesse (2000) di Michel Ocelot. Per i contenuti (ma non solo…) Il settimo viaggio di Sinbad (1958) di Nathan Juran.

NAPOLEONE 
(Napoléon vu par Abel Gance, Francia, 1927; BN virato, muto, 333’) di Abel Gance. Con Albert Dieudonné, Vladimir Roudenko, Antonin Artaud.
La gioventù di Napoleone, dal 1781, quando dodicenne frequenta il collegio militare a Brienne, fino alla Campagna d’Italia del 1796.
PERCHÉ VEDERLO
Opera titanica (cinque ore e mezza!) su un Titano della Storia, può giustamente intimorire i neofiti. Ma se supererete le paure vi troverete di fronte al Cinema in tutta la sua potenza. Gance detestava i film storici statici, e con il suo stile impressionista puntava a rendere lo spettatore parte attiva del racconto. Grandi scene di battaglia, viraggi cromatici arditissimi, recitazione finalmente naturalistica, trovate visive pazzesche e mai più tentate, compreso il celebre trittico finale (tre schermi affiancati con doppia funzione: rudimentale panavision a tratti, in altri il riquadro centrale fungeva da prosa, mentre laterali da poesia). Non passa in un battibaleno, ma è un’esperienza travolgente, indimenticabile. 
DOVE TROVARLO
OPAC Sondrio: https://bit.ly/3pj2Q3O (versione ridotta da 115’). Per l’integrale, online.
…E SE VI È PIACIUTO
Di Gance, La rosa sulle rotaie (1923), di “soli” 270 minuti… Per i drammoni storici, invece, gli antenati di Napoleone sono: Cabiria (1914) di Giovanni Pastrone, e Nascita di una Nazione (1915) di David W. Griffith. I nipotini? Uno su tutti: Via col vento (1939) di Victor Fleming.

UN CHIEN ANDALOU 
(Francia, 1929; BN, muto, 21’) di Luis Buñuel e Salvador Dalí. Con Pierre Batcheff, Simone Mareuil
La luna, un occhio tagliato da una lametta, e poi ancora pianoforti con asini putrefatti…
PERCHÉ VEDERLO
Più che un film, l’esordio surrealista di Luis Buñuel, in coppia con Dalì, è un mito assoluto ammantato di mistero: che cosa mai significherà? Le infinite interpretazioni non ne hanno ancora scalfito il fascino.
DOVE TROVARLO
OPAC Sondrio: https://bit.ly/2KdHoxK.
…E SE VI È PIACIUTO
L’âge d’or (1930) e Il fascino discreto della borghesia (1972) sempre di Buñuel. Se invece vi affascina il cinema sperimentale, cominciate con Entr’acte (1924) di René Clair, oppure Meshes of the Afternoon (1943) di Maya Deren.

LIMITE 
(Brasile, 1931; BN, muto, 120’) di Mário Peixoto. Con Olga Breno, Tatiana Rey, Raul Schnoor.
Due donne e un uomo, con tragici passati, alla deriva su una barca in procinto di affondare.
PERCHÉ VEDERLO
Primo e unico film di Peixoto, è a tutt’oggi considerato il vertice del cinema brasiliano. Indescrivibile, magnetico, con una colonna sonora pazzesca. Attenzione però: è molto impegnativo.
DOVE TROVARLO
Online, purtroppo con una qualità inadeguata.
…E SE VI È PIACIUTO
Riguardàtelo! Limite non assomiglia a nient’altro: un vero e proprio hapax.

FREAKS
(USA, 1932; BN, 64’) di Tod Browning. Con Wallace Ford, Leila Hyams, Olga Baclanova.
In un circo che esibisce numerosi “fenomeni da baraccone”, questi ultimi vengono vessati dai pochi normodotati. Ma anche la pazienza ha un limite…
PERCHÉ VEDERLO
Colpo finale della MGM nella competizione con la Universal per chi avrebbe prodotto la pellicola più spaventosa, Freaks è il più leggendario tra i film maledetti. Il cast composto da veri freaks (nani, microcefali, torsi umani etc), con la loro profonda umanità, creò più di una difficoltà nel pubblico dell’epoca, che cercava un horror e trovava un agghiacciante ritratto della propria ipocrisia. A quasi novant’anni di distanza, le riflessioni che induce sono ancora attuali.
DOVE TROVARLO
OPAC Sondrio: https://bit.ly/35BUDQp.
…E SE VI È PIACIUTO
Di per sé, sarebbe un altro hapax. Per il thriller circense, Lo sconosciuto (1927) dello stesso regista. Per le tematiche, The Elephant Man (1980) di David Lynch, e Venere Nera (2010) di Abdellatif Kechiche.

ACCADDE UNA NOTTE
(It Happened One Night, USA, 1934; BN, 105’) di Frank Capra. Con Clark Gable, Claudette Colbert.
Un’ereditiera in fuga verso un matrimonio disapprovato dal padre. Un giornalista in cerca di uno scoop. Potranno non innamorarsi?
PERCHÉ VEDERLO
Punto di svolta fra la vecchia slapstick comedy e l’emergente screwball comedy, non risente minimamente degli anni. Fra battute, doppi sensi e un po’ di sano romanticismo, rimarrete incollati allo schermo! Tra i primi film del New Deal hollywoodiano, è anche il primo a vincere i cinque Oscar principali: film, regia, attore, attrice e sceneggiatura.
DOVE TROVARLO
OPAC Sondrio: https://bit.ly/3i7tqKl.
…E SE VI È PIACIUTO
La vita è meravigliosa (1946) sempre di Capra; Susanna! (1938) di Howard Hawks.

Mattia Agostinali

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