Tra presente e futuro

Centosettantadue. Tante sono state le poesie che ci hanno raggiunto nei due mesi di tempo che avevamo lasciato per l’invio dei propri componimenti in relazione al nostro Concorso Poetico.
Abbiamo ricevuto poesie da ogni parte d’Italia, in uno spettro d’età dai 12 agli oltre 60 anni.
Non nascondo ai lettori che, essendoci l’esordio della Giuria — l’appena presentata Mirella Borgocroce, la già conosciuta Mira Andriolo e Paolo Zanardi, poeta pluripremiato che vi presenteremo questo mese — senz’altro mi aspettavo un aumento di poesie ricevute. Ma così, francamente, no.
Più che triplicate le poesie, più che raddoppiati gli autori rispetto all’ultima edizione.
E questo successo, questa crescita, credo, è la migliore conferma di quanto sempre predicato da me e da chi, con me, in questo spazio virtuale, ci ha sempre creduto: seguire la passione, non il soldo; inseguire la qualità, non ricercare la quantità; mirare all’originalità, non alla riproposizione di schemi stanchi, per quanto ben oliati.
Ma visto che, come spesso mi è capitato di scrivere in questi editoriali, per cambiare le cose, non c’è miglior mezzo della continuità di vedute e di una lungimiranza in termini di pianificazione, e che, per quanto si possa voler innovare “tutto e subito”, i miglioramenti si misurano sulla durata (e non nell’istante), non saranno certi queste centosettantadue poesie a farci distrarre o “rilassare”: innanzitutto perché, se si è passati da 53 a 172, si potrebbe passare da 172 a 500 e così via, in un ampliamento senza fine; ma soprattutto perché, ben più che una questione numerica, ciò che conta è la qualità delle proposte, e il tipo di scopo che questo sito si prefigge.
Solo il mese scorso raccontavo di come fossi rimasto favorevolmente colpito dai numeri che mi erano stati detti (l’esigua percentuale di blog che sopravvivono rispetto a quanti vengono fondati e quasi un unicum per quanto attiene alla varietà delle proposte e alla quantità di articoli) da un esperto di questi temi — che è anche fondatore di una casa editrice, e che nel tempo imparerete a conoscere. E relazionavo, a questo tipo di risultato, la solida struttura del nostro blog. Struttura che mette assieme una redazione di oltre quindici persone, collaborazioni con utenti esterni, interviste, rapporti con l’esterno, eventi in diretta (come l’ultimo, davvero arricchente, sulla pagina Facebook di Divergenze) e, appunto, il nostro Concorso Poetico. Il tutto accomunato dall’unica bussola della passione per la cultura, e ovviamente nel nome della gratuità.

Sono molte le novità in lavorazione che potrei annunciarvi, dalla possibilità di sfruttare Telegram fino a quella di promuovere (e partecipare a) eventi di stampo culturale, passando per collaborazioni con l’esterno ancora non annunciate, ma — come il mese scorso e come per i successivi — preferisco menzionarle fugacemente, lavorare in silenzio e, fino al loro completamento, dare risalto a tutto il sommerso che a volte può sembrare scontato, ma che di scontato non ha proprio nulla: in poche e semplici parole, il fatto che oltre quindici ragazzi portino il loro segno in uno spazio comune, tra articoli e illustrazioni, mettendo assieme una proposta che ormai si stanzia sempre oltre le tremila visualizzazioni mensili. Una redazione che, come sapete, è in costante mutamento, ma che nondimeno assume la solidità d’un pilastro, e che si configura proprio come tale: un pilastro del nostro spazio comune, una base ineludibile da cui partire per molteplici altre possibilità ma a cui tornare, sempre e comunque.

Una redazione che, in questo trimestre, ha portato alla vostra attenzione cinque rubriche “interne”, due interviste mensili del sottoscritto, e tre collaborazioni con l’esterno. Le rubriche di Laura, Federico, Francesca Parrotta, Francesca Giudici e Valeria troveranno la loro naturale conclusione, portando a termine riflessioni ora sul concetto di viaggio e sulle sue applicazioni nell’antichità, ora articoli sulle sofferenze ingenerate dal delicato momento che stiamo vivendo, esplorando tanto l’esterno (con riflessioni sul Giappone) quanto l’interno (con scritti intimisti), e non facendosi mancare nemmeno articoli meno collocati nella concretezza del vivere, e più invece interessati a esplorare altri mondi, altri spazi, altre storie, per quanto sempre legati all’esperienza viva e personale dell’autore. Oltre a ciò, vedranno il loro articolo finale anche Anna e Michela, per quanto attiene alle collaborazioni con l’esterno, raccontandoci di Cina e Corea secondo la loro peculiare lente d’ingrandimento.
Non si concluderà qui, invece, per nostra fortuna, la Lista di Mattia Agostinali: come sin da gennaio vi avevamo detto, infatti, i 100 film si comporranno nell’arco di dieci mesi, senza interruzioni, da gennaio a ottobre 2021. Ma non solo: vedranno la luce, come ogni mese, due interviste — peraltro, di ambito diametralmente opposto. Vi presenteremo il già citato Paolo Zanardi per quanto riguarda l’ambito poetico-letterario, mentre apriremo (con Mauricio Guevara, trader affermato e formatore di giovani trader) un nuovo, stimolante, capitolo: la finanza. Scopriremo, a partire da questa intervista ma sviluppando molto di più il tema in futuro, ombre e luci di uno degli ambiti più pervasivi — e, ciononostante, meno notati — del nostro quotidiano, che domina — e non di rado opprime — le vite della maggioranza delle persone, e che raggiunge i più alti livelli, orientando non di rado politiche governative, nazionali e non.

Insomma: nell’attesa di un mese integralmente dedicato alla poesia (con la notabile eccezione della Lista di Mattia), vi aspetta un mese usualmente denso di proposte e, speriamo, ricco di stimoli tra loro diversi, con la matrice comune di cui vi abbiamo detto sopra.
Nella speranza che, come disse qualcuno, l’attesa del piacere possa essere essa stessa il piacere.

Federico

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