I BTS e il sentimento Han

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Un sentimento ricorrente in alcune canzoni dei BTS presentate negli scorsi articoli, quindi nella rubrica stessa, e che però finora non ho affrontato esplicitamente è Han. La prima volta che ho notato la parola è stata mentre leggevo la traduzione di seoul di RM, in cui il rapper afferma che “il fiume Han porta con sé troppo Han”, probabilmente riferendosi all’alto numero di persone che hanno provato a togliersi la vita gettandosi nel fiume. Ho trovato il gioco di parole intelligente, sebbene triste, perché con Han si intende un sentimento tutto coreano che è un miscuglio di dolore profondo interiorizzato, impotenza, frustrazione, rabbia, rancore, autocommiserazione, tristezza, amarezza e colpa, spesso causati da un’ingiustizia irrisolta, una separazione imposta o dalle avversità. Secondo The Halfie Project, Han è una reazione alla storia della Corea, che soprattutto durante il ventesimo secolo è contraddistinta da dolore e oppressione, tra il dominio giapponese, la guerra di Corea e la divisione del Paese. Il dolore collettivo permane tuttora ed è visibile nell’arte, come nelle canzoni tradizionali (prima tra tutte, Arirang, in cui sono presenti uno squilibrio di potere, una separazione e un senso di impotenza), nel Pansori (un genere di narrazione musicale caratterizzato da storie di dolore, ingiustizia e oppressione), nelle ballad e, come vedremo, anche nella discografia dei BTS.

La rabbia dovuta all’ingiustizia dell’ineguaglianza economica è protagonista di 724148 di Agust D, canzone in cui il rapper ripercorre gli eventi che lo hanno portato dalla città natale Daegu al distretto di Gangnam a Seul per fare musica, e i primi tempi nella capitale. Il costo di vita presto si rivela altissimo e Agust D la notte si dedica alla formazione per debuttare come membro dei BTS, all’alba lavora part-time per mantenersi e di giorno trascina il suo corpo stanco a scuola, dove tutti i ragazzi provengono da famiglie benestanti, spendono per l’alcool più volte i soldi che al rapper devono bastare per un mese, però dicono di non avere denaro. La rabbia crescente nel corso della canzone, scandita da inviti a tacere rivolti a chi dubita del rapper o finge di non avere soldi, esplode quando Agust D vede chi ha passato le notti a giocare d’azzardo ricevere macchine straniere come regalo di diploma, in netto contrasto con chi (probabilmente il rapper stesso) vive con altre quindici persone in bilocali da 50 metri quadrati. Da non ignorare sono le frasi pronunciate da chi mette in dubbio che il rapper possa vivere di musica e avere successo, frasi alle quali Agust D risponde di controllare tra un anno cosa starà facendo e afferma che chi dubita di lui adesso lo chiamerà dopo averlo visto in tv, come a rivendicare il frutto dei suoi sforzi in un mondo ingiusto e diviso in hwangsae e baepsae1. Il contrasto tra una parte benestante e un’altra che lavora duramente per realizzare il proprio sogno è presente anche nel ritornello di Dope, in cui infatti i BTS affermano che hanno lavorato tutta la notte ogni giorno per debuttare mentre altri si divertivano nei locali. I membri del gruppo affermano di essere sommersi di lavoro, che quasi vivono nello studio e che la loro gioventù “marcisce”, ma grazie al loro impegno corrono per la strada del successo. Nella seconda strofa lo sguardo si allarga ai coetanei, che i media e gli adulti condannano dicendo che sono deboli di carattere perché non hanno una famiglia, una casa e un lavoro, abbattendo i giovani ancor prima che essi provino ad avere successo nella vita. I BTS però hanno intenzione di incoraggiare i loro coetanei e di non farli sentire soli contro il giudizio della società, le ineguaglianze e la paura del futuro; quest’ultima in Tomorrow porta l’io lirico, un ventenne disoccupato con il quale chi ascolta la canzone può identificarsi, a urlare di frustrazione verso il cielo che gli risponde con un eco, e a pregare che l’avvenire sia diverso in qualche modo dal presente monotono e fermo in cui egli si sta indebolendo. Il gruppo nuovamente sprona chi si trova in questa situazione a non arrendersi e, nonostante il presente sia immobile, il futuro sarà brillante.

Un altro aspetto di Han presente in alcune canzoni dei BTS è quello del dolore causato da una separazione, spesso seguito da suppliche vane. In Autumn Leaves la fine di un amore è paragonata alle foglie autunnali; l’io lirico non può più stringere a sé la persona amata, che si sta allontanando e non lo ama più come prima, prega che la rottura, rappresentata dalla caduta dell’ultima foglia secca, non arrivi, ed è abbandonato ai ricordi appassiti come la loro relazione. Tuttavia anche l’amore che sembrava eterno ha una fine, così come le foglie autunnali sono destinate a cadere. L’immagine dei ricordi appassiti, e quindi così deboli da andare facilmente in frantumi, ritorna in Run. In questa canzone il soggetto si rivolge alla persona amata dicendole che non può vivere senza di lei, che è il suo unico sole, e la implora di farlo correre (amare) ancora perché, nonostante il dolore, sorriderebbe a vederla e può solo amarla. La relazione è finita e la persona amata sta correndo via, ma l’io lirico non può che seguirne inutilmente le tracce. L’addio temuto nelle due canzoni è pronunciato in Love is not over, in cui il soggetto prima chiede all’altra persona perché se ne stia andando così lontano da essere irraggiungibile, poi la implora di dargli delle spiegazioni, infine la supplica di amarlo e di tornare di nuovo tra le sue braccia. I BTS inseriscono di nuovo un riferimento alle stagioni per trattare l’assenza di una persona cara in una canzone che è stata molto apprezzata sia dalla critica sia dal pubblico coreano, Spring Day. L’io lirico sente la mancanza di qualcuno con cui è diventato difficile incontrarsi anche per il detestato passaggio del tempo che ha cambiato entrambi, odia se stesso e l’altro per essersene andato e vuole cancellarne il ricordo perché incolparlo e non sopportarlo sarebbe più doloroso. Nonostante la risoluzione, il soggetto non riesce a lasciare andare via la persona, e se nei primi pre-ritornelli e ritornelli la aspetta disperatamente e vede la neve cadere, nel bridge afferma che l’altro è il suo migliore amico e che nessuna stagione è eterna, quindi nell’ultima parte della canzone nota che i fiori di ciliegio stanno sbocciando e dice all’altra persona che sta andando a incontrarla. Spring Day perciò non solo è uno specchio di una situazione che gli ascoltatori possono star vivendo (e che trovo particolarmente attuale), ma è anche una fonte di consolazione e un invito a sperare di rivedere le persone amate e perdute.

Attraverso le proprie esperienze personali e l’esplorazione di temi diversi, i BTS sono riusciti a comunicare non solo con il pubblico coreano, ma anche con quello globale, spesso rappresentando i loro disagi e offrendo loro sostegno e conforto. Nel farlo, non hanno rinunciato alle peculiarità della loro cultura, ma anzi hanno contribuito in modo significativo alla sua diffusione nel resto del mondo.

Michela Guerra

1Come spiegato nel primo articolo, i hwangsae sono le persone di alta estrazione sociale, mentre i baepsae sono quelle di bassa estrazione sociale.Indietro

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