Nota ufficiale della Giuria

A seguito dell’esperienza di giurati vissuta nell’ambito del concorso di poesia promosso da Bottega di idee, vorremmo condividere con i lettori e con i concorrenti alcune considerazioni e alcune procedure che, d’accordo con il direttore del blog Federico Foppoli, abbiamo ritenuto di dover seguire.

Come è noto, il concorso non prevedeva categorie distinte per tema o per età anagrafica dei partecipanti; semplicemente, ogni concorrente poteva presentare un certo numero di componimenti (massimo dieci) e tra tutte le liriche presentate sarebbero state scelte quelle vincitrici. Ai giurati sono quindi state inviate da Federico le poesie mano a mano che queste giungevano e che i poeti partecipanti si iscrivevano. Ciò senza indicazioni che  potessero mettere la giuria in grado di identificare gli autori.
Per poterci avvicinare il più possibile a criteri di obiettività (cui si è sinceramente puntato ma che, per forza di cose legate a gusti personali e condizioni emozionali del momento, non è mai possibile garantire) ciascuno ha letto più volte ciascun componimento, assegnando un voto compreso tra 0 e 10. Dopo questa prima fase valutativa svolta singolarmente da ciascun giurato, ci si è incontrati a mezzo internet in un paio di occasioni per discutere, ragionare insieme, confrontarsi su alcuni casi un po’ controversi. Alla fine, se sarebbe eccessivo parlare di assoluta uniformità di vedute, si può certamente dire che i risultati finali sono supportati da una valutazione concorde.

Come già espresso in altre occasioni, ci è parso di riuscire a distinguere abbastanza chiaramente tra autori che frequentano con assiduità la poesia nei suoi vari aspetti (scrittura, lettura, studio, partecipazione ad altre iniziative) e chi a questo tipo di lavoro non è abituato, vuoi per inesperienza (molti autori erano giovanissimi), vuoi per altri motivi. In qualche caso sono sembrati emergere aspetti come un certo allenamento — e forse anche il talento — ad esprimersi in prosa o per mezzo di aforismi invece che in poesia. Niente di male, ovviamente, anzi. Per il nostro lavoro abbiamo però cercato di concentrarci sulla qualità della scrittura poetica cercando di non farci sviare da considerazioni di altro tipo. A questo proposito vorremmo anche aggiungere un inciso: non sono poi tanti gli autori, anche famosi, che eccellono in più rami dell’uso della parola: quasi mai un eccellente romanziere o autore di teatro è anche un ottimo poeta (o viceversa); le eccezioni sono poche e rimarchevoli.
Un altro aspetto emerso è la presenza, in molte delle poesie presentate, di un qualche elemento interessante: l’utilizzo insolito di un vocabolo, un accostamento particolare, un’invenzione lessicale, un ritmo o un suono nuovi; tutti elementi che fanno bene alla poesia, che per sua natura ha bisogno vitale di trovare vie non esplorate da percorrere. In qualche caso questi guizzi si sono persi tra versi un po’ scontati e situazioni già sentite e forse abusate; tuttavia rimane il fatto che tanti partecipanti sono da incoraggiare ad intraprendere un lavoro serio sulla poesia e a farne mezzo espressivo vitale, uscendo dalla cornice dello sfogo personale, pur necessario.

A fronte di tutte le valutazioni effettuate, si è ritenuto che si debba procedere a due tipi di premiazione: una è quella prevista, sulla base della qualità delle singole poesie; l’altra è quella per un autore che, per la qualità complessiva dei componimenti presentati, si sia distinto in maniera evidente.
Un’ultima menzione merita la concorrente più giovane, di appena dodici anni, che pur non accedendo alla premiazione ha evidenziato, in nuce, alcuni di quegli elementi positivi menzionati sopra e su cui potrà costruire quella padronanza dell’espressione poetica che dimostra di poter conseguire e che le auguriamo di cuore.

Se da un lato per tutti noi questa esperienza di giurati è stata interessante, umanamente arricchente e anche in certo modo divertente, da un altro punto di vista ci siamo sentiti investiti di una grossa responsabilità per tutte quelle variabili che sempre possono influenzare il giudizio di opere in ambito artistico. Contiamo che per i vincitori il risultato serva da ulteriore stimolo e incoraggiamo tutti i partecipanti — con un occhio particolare rivolto ai più giovani — a coltivare con dedizione e passione quei segnali di originalità emersi di quando in quando cui si è fatto cenno.

La Giuria del Concorso Poetico*


*Paolo Zanardi (autore dell’articolo), Mirella Borgocroce e Mira Andriolo

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