Raccontare

Che farmene delle stelle,
di questo vento leggero che mi accarezza la sera,
che farmene di una finestra spalancata sul mondo,
se tu non ci sei?
Tutto ha una luce diversa se sei qui con me.
Tutto ha senso solo se posso raccontartelo.
Il mondo è semplicemente nel tuo abbraccio. – Giannis Ritsos

Questa è la vera essenza del raccontare. Questa è la sua vera definizione, racchiusa in un pugno di righe che non potevano essere più espressive ed efficaci. 
In questo momento avrei tante cose da raccontare. Sono lontana da casa da quattro mesi ormai e l’unico motivo per cui non vedo l’ora di tornare è questo: raccontare.
Raccontare che cosa ho fatto, ma soprattutto che cosa ho sentito e provato, che cosa ho imparato e che cosa ho guadagnato. Mi rendo conto che senza questo momento la mia esperienza avrebbe un valore molto inferiore, e non per chi mi ascolta – ma per me, solo per me.
Mi sono resa conto che raccontare non è altro che un momento di riflessione altamente personale, se non esclusivamente personale. Paradossalmente, il racconto arricchisce molto di più chi lo pronuncia piuttosto che chi lo ascolta.
Raccontare vuol dire rimettere in ordine i pensieri e soprattutto rendere reale quello che altrimenti non lo sarebbe davvero.

Sartre scriveva che la vita è resa leggendaria soltanto dal racconto. Se non si racconta la propria vita, essa è esistita davvero?
Io ho la sensazione che no, non è esistita davvero se almeno un’altra persona non la condivide con me.
Raccontare è condividere esperienze. A volte ci si ritrova con gli amici solo per parlare di nuovo di esperienze vissute insieme. Tutti sanno già tutto di che cosa è accaduto, eppure lo raccontano di nuovo e di nuovo, come se ogni volta si aggiungesse qualcosa in più.

Raccontare significa imporre l’esistenza di quello che si è vissuto e più si racconta qualcosa più lo si rende reale, tangibile e percepibile. 
Sin dall’antichità il racconto era realtà. Quando Omero raccontava di Troia e della sua sconfitta, Troia esisteva ed esistevano Achille e Ulisse, Agamennone e Glauco…Tutto era vero e i greci ci credevano – era la loro storia antica, era la loro realtà.
Allo stesso modo per ognuno di noi il racconto è il mezzo per realizzare quello che altrimenti sarebbe solo astratto.
Quello che ho imparato, quello che ho visto, quello che ho sentito e subìto non esiste davvero finché qualcun altro non ne condivide con me il ricordo. 

L’essere umano canta storie dall’inizio dei tempi, in ogni luogo e in ogni modo possibile e noi le ascoltiamo con estremo interesse. Abbiamo un disperato bisogno degli altri proprio per questo motivo.
La nostra vita non esisterebbe davvero se non la potessimo raccontare. I nostri sentimenti rimarrebbero mere reazioni chimiche nel fondo del nostro cervello, i nostri pensieri resterebbero riflessioni vaghe, amorfe, deboli.
Siamo animali sociali non soltanto per motivi pratici e di necessità oggettive, ma soprattutto perché vogliamo esistere davvero e possiamo farlo solo se ci raccontiamo a qualcun altro. 
La letteratura è tutta fatta di racconti che anche se immaginari non potrebbero essere più veri.
In quel che scrive un artista c’è la verità, è una vita raccontata che mima la nostra.
Per questo Eco scriveva che “chi legge vive mille vite, chi non lo fa ne vive solo una”.

I racconti sono i mattoni che costruiscono la vita, perché è da essi che noi traiamo gli elementi per scegliere chi siamo e costruire noi stessi.
Ascoltare un racconto o raccontarne uno è quello che davvero ci arricchisce. Per questo leggere è davvero come vivere. Non siamo di fronte ad una finzione, perché tutta la vita è fatta di racconti e ciò che ci succede assume una vera forma solo quando lo raccontiamo. Così riusciamo a capire cosa sentiamo e perché, cosa vogliamo trarre da un’esperienza e che cosa invece vogliamo dimenticare.
Perché alla fine raccontare significa anche scegliere, scegliere che cosa dobbiamo dire e che cosa invece dobbiamo nascondere.
Così formiamo la nostra interiorità, scegliendo il racconto da narrare agli altri ma soprattutto a noi stessi, ed è estremamente bello vedere quanti racconti diversi nascano da uno stesso evento e quanto una stessa esperienza sia ricordata in modi così personali.  Prestate attenzione ai racconti e soprattutto prestate attenzione a come raccontate il vostro, perché non si tratta di parole immaginate, ma della vostra intera esistenza.

In essi ci sono mondi interi da scoprire, a seconda del luogo e dell’autore, del periodo storico e dell’argomento trattato; dall’antichità fino ad oggi, il raccontare è una parte centrale dello spirito umano.
Come al solito, gli antichi ci hanno dato mille esempi sui quali basarci e dai quali prendere spunto, ma questa è un’altra storia…

Laura

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