L’intervista a Lucia

“Basta che ci siano le montagne, carta su cui scrivere, e una macchina fotografica”: con questa frase particolare hai concluso la tua biografia, pubblicata ieri. Vuoi dirci qualcosa di più su ciascuno di questi? I tuoi interessi sono nati solo grazie al luogo in cui sei nata oppure c’è dell’altro?
Credo che ognuno di noi abbia dei momenti in cui si sente “nel proprio elemento.” Scrivere, fare fotografia e stare in montagna rappresentano tre situazioni nelle quali io mi sento così. Mi piace parlare con la gente di montagna. Non solo in Italia, e non solo nelle montagne tra le quali sono cresciuta. Credo che ci sia un filo conduttore tra chi è cresciuto in queste zone rurali spesso dimenticate dalla narrazione storica ufficiale.

Sei stata di recente – l’hai scritto – in Olanda. Quali differenze hai trovato rispetto al modo di vivere a cui eri maggiormente abituato? E in che modo quest’esperienza ti ha formata?

Credo che a questa domanda potrei rispondere con una rubrica giornalistica intera!!
Riassumerò con tre impressioni.
– Essendo del Nord Italia, mi ha fatto strano diventare improvvisamente “quella del Sud.” Il Sud Europa sta al Nord Europa come il Sud Italia sta al Nord Italia. In breve, come dicono i ragazzi di Casa Surace, “siamo tutti i terroni di qualcun altro.” Ed è una prospettiva che ci converrebbe vivere una volta nella vita, perché vedere sé stessi attraverso gli occhi di qualcun altro (o di un’altra cultura) ci porta necessariamente a riconsiderare tutto quello che davamo per scontato.
– Dobbiamo invidiare ai Paesi Bassi l’organizzazione del mercato del lavoro, per come ho potuto viverlo nel mio piccolo. Non ci sono giovani che fuggono dai Paesi Bassi per stipendi “da fame.” Come regola generale, confrontandomi con altri italiani trasferiti in loco, nei Paesi Bassi si prende il doppio dello stipendio per lo stesso numero di ore. Le opportunità per i neolaureati sono cento volte più ampie (anche se lo è anche il costo della vita!)
– Miti da sfatare: l’Olanda in realtà è la provincia in cui si trova Amsterdam, ma noi italiani chiamiamo tutto lo stato (Paesi Bassi) con il nome della provincia. È come se chiamassimo l’Italia “Lazio”; i Paesi Bassi sono dipinti come un posto in cui regna la libertà. Marijuana free, sex shops e via dicendo. Gli olandesi sembrano degli hippie stile Summer of Love Vero a tratti. Mi è parso che il governo adotti queste politiche libertarie per ragioni economiche e non necessariamente culturali. Fidatevi, c’è una bella fetta di Nederland che è puritana fino al midollo; a livello di politiche ambientali, i Paesi Bassi sono meno “green” di quanto siano di capaci di vendersi (anche se in effetti andare in giro in bicicletta ha stile)

Prima di Bottega di idee, me l’hai confidato in privato, sei stata in un’altra redazione. Vuoi raccontare di quest’esperienza anche ai nostri lettori? E cosa ti aspetti da questa che stai per iniziare?
In realtà non si trattava di una redazione permanente ma temporanea, messa in campo per la pubblicazione di un libro di articoli accademici che uscirà a gennaio 2022. In quella occasione ho scoperto che mi piace moltissimo fare (e ricevere) copy editing, ossia partecipare al processo di revisione di un articolo. Alle superiori detestavo i commenti dei prof sui temi, ma adesso se non c’è nessuno che critica quello che io scrivo prima che lo mandi in pubblicazione mi sembra che manchi un pezzo.

In privato mi hai anche anticipato le tue intenzioni circa la prima rubrica che condurrai qui sul blog. Chissà che qualche anticipazione non possa interessare ai nostri lettori…
Come ho detto prima: scrittura, fotografia  e montagna. Questo in breve il riassunto dei dieci giorni che ho passato in Slovenia. Credo che ci sia una mancanza di conoscenze rispetto alle terre ad Est del nostro paese. Forse si risente ancora della cortina di ferro, e del blocco della Yugoslavia socialista. Nella prossima rubrica (e nel prossimo anno in generale) mi piacerebbe focalizzarmi su reportage che riguardino l’Est Europeo, generalmente assente dalle notizie mainstream anche se vicino di casa.

Chiudiamo con due domande più particolari. Iniziamo con la prima: tre parole con cui Lucia Bertoldini riassume la sua passione per le montagne, tre con cui definisce la scrittura per sé, e tre con cui definisce cosa rappresenta la fotografia per lei.
Sono molto imbranata a riassumere tutto quello che penso in una parola sola. Chi mi conosce da vicino può confermare che la mia natura logorroica non si quieta facilmente! Ma ci proverò. Per la montagna scelgo: infinito, connessione, aria Per la scrittura scelgo: anima, persone, esperienze. Per la fotografia, vi lascio l’etimologia della parola: fotografia viene dal greco e significa “scrivere con la luce,” e non c’è descrizione migliore che esprima l’essenza della fotografia stessa. 

John Ruskin sosteneva che “Le montagne sono il principio e la fine di ogni scenario naturale”, mentre Samivel che “Le montagne non sono l’assoluto, ma lo suggeriscono”. Concordi con queste due frasi?
Rispondo anch’io con una citazione. Vicino al paese dove sono cresciuta si trova un rifugio che è stato chiamato FALC. Ferant Alpes Laetitiam Cordibus. Le Alpi portano la gioia nei cuori. Ne stavo parlando proprio mentre ero in giro con alcune amiche la settimana scorsa, e ci trovavamo in cima ad una cresta. La montagna ti fa proprio sentire così piccolo, e così sicuro al tempo stesso. Forse sì, le montagne suggeriscono l’assoluto.

Federico

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