L’intervista a Bianca

Sentimenti, dubbi e mancanze. Nella tua biografia hai detto che la tua penna li mette su carta. Viene subito da chiedere: come? Il processo creativo è il medesimo o differisce per ciascuno? E, ancor più, se non sono cose materialmente esistenti quelle che rappresenti, a che punto ti ritieni soddisfatta della loro rappresentazione?
Credo che la realtà sia sempre il punto di partenza di ogni processo creativo. Il mondo che ci circonda, le esperienze e le emozioni che viviamo quotidianamente sono alla base del mio processo creativo. Probabilmente senza questi spunti, non sarei assolutamente in grado di realizzare le mie opere. Nel corso degli anni poi, ho imparato ad accettare che l’esito finale della realizzazione è (e deve necessariamente essere) differente dal punto di partenza reale e che ogni mia rappresentatazione è la mia visione delle cose.

Hai parlato dell’amore per la filosofia. Come sai, ho appena iniziato la magistrale dopo una triennale vissuta certo con fatica, ma con altrettanto entusiasmo. Qual è stato il percorso di avvicinamento alla materia? Hai avuto una prof particolarmente ispirante, o è stata la lettura di qualche autore che ti ha toccata?
Ho sempre avuto una forte curiosità nei confronti della filosofia. Mi ritengo particolarmente fortunata poiché, al liceo, ho incontrato un professore che mi ha fatto scoprire l’amore per la materia.
Grazie a lui ho imparato non solo ad approcciarmi ad essa, ma a cogliere il senso profondamente pratico che ha la filosofia nei confronti della vita.

Oltre all’arte, la tua associazione si occupa di teatro e scrittura, due temi che intrecciano fortemente questo blog e le sue trattazioni principali. Quale credi possa essere l’impatto di piattaforme come la nostra, e in che modo tu cerchi di promuovere queste materie?
Ritengo che ogni strumento sia valido per trasmettere la cultura. L’amore per la conoscenza e la curiosità si trasmettono solo attraverso altro amore e curiosità. Questo è possibile grazie all’impegno di ognuno di noi, in svariate forme: un blog, un evento, una mostra o un’associazione.

Essendoti laureata in Counseling Filosofico, devo chiedertelo: che differenze esistono fra un Counselor e uno psicologo? E, ancora, come cambia la filosofia (e il suo utilizzo) in un contesto di counseling?
Il counseling filosofico, come si è evoluto ad oggi, è un’alternativa all’approccio psicoterapeutico.
L’approccio di questo tipo di counseling parte da premesse metodologiche filosofiche e non psicologiche: ascolto attivo, maieutica, confronto diretto con la problematica portata dal cliente. Ciò che apprezzo molto di questo approccio, è che parte e si sviluppa dal “qui ed ora”, stabilendo un rapporto paritario nei confronti del cliente.

La penultima domanda è un classico, e non certo per caso lo è: cosa ti aspetti da questa esperienza su Bottega di idee?
Mi aspetto di continuare a diffondere la bellezza, grazie a nuove conoscenze e collaborazioni.
Cerco sempre nuovi spunti e penso che questa sia una buona occasione per provare qualcosa di nuovo.

Noi ci siamo conosciuti per la prima volta in occasione del Concorso Poetico. Quanto è difficile illustrare una poesia? E che caratteristiche ha questo tipo di illustrazione, rispetto ad altri soggetti? Quando ho iniziato ad illustrare poesie, il processo è stato molto naturale. Le poesie sono un viaggio: le mie illustrazioni sono un un punto di vista. La difficoltà è scegliere “un’immagine”, “un momento” da estrapolare e fissarlo su carta.


Federico

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