Verso di sé

“Anche se non arriverai neppure a metà del percorso non importa, perché stanotte tu sei allo stesso tempo il corridore e il traguardo.” – David Grossman

Centomila. Poco più di un mese. Entro il quinto anniversario del blog, oppure subito dopo. Queste, rispettivamente, le visualizzazioni totali da quel 22 ottobre 2016; il tempo che più o meno ci servirà per raggiungerle; e una, graditissima, coincidenza.
Solo ieri chi oggi vi scrive era allo IULM di Milano, nell’Exhibition Hall dell’Università di quello stesso Gianni Canova che qualche anno fa avevamo intervistato, in merito al The Town of Light Event – evento, cioè, basato sul videogame Town of Light, un videogioco di una casa indipendente basato sul manicomio di Volterra, e teso a una rappresentazione della salute mentale degli ospiti di questo manicomio, nonché delle loro complessissime esistenze. L’evento, organizzato da quattro giovani studentesse di quell’Università, prevedeva la partecipazione di molti altri giovani artisti: pittori, registi, fotografi, ma anche compagnie teatrali, collettivi di artisti – tra cui quello di Valley’s Got Talent, che qui tanto bene conosciamo – e così via. Tra questi, era stato contattato anche il sottoscritto; in prima battuta, nei panni di aspirante regista teatrale con un proprio gruppetto di ragazzi, mentre in secondo luogo come attore, interprete, lettore, eccetera. Alla fine, chi vi scrive ha dato lettura di tre lettere, scritte dagli ospiti del manicomio tra il 1903 e il 1907 e mai consegnate alle famiglie coinvolte.
Ma perché vi stiamo dicendo questo? Perché all’evento chi vi scrive non era accreditato come Federico Foppoli, ma come Bottega di idee; e non è alla persona fisica Federico che le organizzatrici si erano rivolte, bensì al blog, al collettivo, al gruppo di persone che sono ancora troppo giovani e con troppa poca esperienza per definirsi “artisti”, ma che senz’altro – e in questo momento storico non è poco – provano con tutte le loro forze a meritarsi questo termine impegnativo.
In questi cinque anni, decine e decine di ragazzi sono passati da questa piattaforma, lasciando qui loro testi, immagini, e passioni, e venendo contraccambiati da spazio, tempo e tanto impegno. Ed è a questa missione che si voleva dedicare questo editoriale: al concentrarsi su Bottega di idee come spazio che prova a essere di diffusione culturale da giovani per (non solo) giovani.
Uno spazio di diffusione culturale che ospita ragazzi appena entrati – come Rebecca Bonini, che ci parlerà di Creatori di mondi, e Lucia Bertoldini, che ci porterà tre reportage sulle zone di confine –, autori esterni alla redazione – Anna Lanfranchi, che terrà una rubrica sullo scegliere, e Dario Bartolucci Lupi, che porterà una introduzione generale al rap –, e ragazzi che da più anni ormai portano i loro contributi: oltre al sottoscritto, che porterà una rubrica strettamente filosofica sul nostro tempo, avremo i contributi di Francesca Giudici, che scriverà dello scrivere, e narrerà del narrare, e di Laura Ferat, che esplorerà l’Aldilà – cos’era, cosa rappresentava, e cosa si può apprendere a partire dalla comprensione di ciò – nel mondo antico. Ultimo ma non per importanza, le collaborazioni con Mattia Agostinali (che vedrà il suo termine questo mese, in attesa di eventuali Liste dall’esterno) e Simone Consorti (scrittore di Roma già presentato, che avvierà un primo ciclo di tre articoli), che nello stesso mese troveranno rispettivamente la propria fine e il proprio inizio.

Concludiamo dicendo anche che, per il primo anno nella nostra storia, con ogni probabilità il numero di visualizzazioni totali non supererà quello dell’anno precedente, e – in certo senso – ciò non fa altro che mostrare due conseguenze: oltre all’ovvietà per cui crescere sempre non solo non sia possibile, ma nemmeno auspicabile (dal momento che ciò accade solo e soltanto per fenomeni destinati a perire, in un mondo di costante fluttuazione qual è quello di Internet: per fare un esempio, solo le hit vengono dimenticate nel giro di due estati, mentre le canzoni di valore restano), infatti, c’è sempre l’eterno adagio del preferire la qualità alla quantità, la cultura alla distribuzione, la bravura dell’autore alla capacità del social media manager. È per questo che, anche se la diffusione della cultura è compito ardimentoso per gli intellettuali (figuriamoci per dei giovani appassionati), quel che diceva David Grossman vale per noi, e particolarmente per questo nostro momento:

“Anche se non arriverai neppure a metà del percorso non importa, perché stanotte tu sei allo stesso tempo il corridore e il traguardo.”

Federico

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