Dare voce a chi non ce l’ha

È arrivato, forse non per caso, proprio nel giorno di pubblicazione di uno degli articoli meno letti del mese, di un’autrice esterna, per quanto assidua, con un articolo che – questo l’unico principio che ci ha sempre guidato – nonostante le poche letture, riteniamo essere di grande valore.
Cinque anni e tre giorni dopo la fondazione. Come un fulmine a ciel sereno.
Non inaspettato – le stime basate sulle statistiche dicevano all’incirca questo –, ma non per questo meno bello. Anche perché, di bello, di davvero bello, ha anche una caratteristica, da sempre connaturata al blog: la gratuità – qui da leggersi come un “nessuno ci guadagna niente”.
Già, perché, dopo centomila visualizzazioni – questo il fulmine a cui si accennava –, iniziare a fare ragionamenti più quantitativi che qualitativi, rimettere le pubblicità e guadagnarci sopra e, come si dice, “tirar su qualcosina” sarebbe forse anche normale; anzi, chi lo sa, magari qualcuno potrà additarci di esser poco professionali nel prendere la decisione opposta. Ma ciò, comunque, ci riguarda fino a un certo punto: il mantenere tutto gratuito, il non guadagnarci alcunché, sono perni della nostra visione. Visione che, come si diceva, il 25 ottobre 2021, dopo la creazione del 22 ottobre 2016, ha raggiunto quota 100mila. Visione che è basata, anche, su appunto statistiche, numeri, previsioni e mera matematica.
Anche, appunto, non solo. Ma oltre questo, da sempre, c’è ben altro: ci sono le collaborazioni con autori esterni alla nostra squadra, ci sono le altre collaborazioni (è terminata la Lista di Mattia Agostinali solo qualche giorno fa, mentre quella di Simone Consorti ha preso il via a ottobre e proseguirà per molto tempo), ci sono le rubriche quotidiane di ciascun componente del blog, le interviste portate innanzi da chi vi scrive… insomma, a 100mila visualizzazioni, ci siamo arrivati soprattutto con tanta normalità; con la voglia, per fare un solo esempio, di dar 370 e più lettori – come effettivamente successo – alla storia di Sara Finardi, e in generale al disturbo dissociativo, cioè (in buona sostanza) sfruttare questo blog per poter ricoprire un ruolo di grandissima importanza: dare voce a chi non ce l’ha.

È per questo che, nel mese in cui proveremo a rendere omaggio a queste 100mila views, giunte da 51mila persone diverse, cercheremo di fare, prima di tutto e con grande forza: da un lato, portare avanti tutta quella struttura necessaria e preziosa che consente al percorso ideato da ciascun* ragazz*, dall’altro sfruttare quel poco di visibilità che il sito sta accumulando per poter, letteralmente, dare voce a chi non ne ha. È con questo scopo che Dario Bartolucci Lupi, Anna Lanfranchi, Benedetta Carrara e Simone Consorti (per quel che riguarda gli autori esterni) si uniranno a Laura, Lucia, Rebecca e al sottoscritto: la forza degli argomenti e dei prodotti di ciascuno getterà le necessarie basi per gli articoli di “eccellenza” di questo mese.
Ci spieghiamo subito: è senz’altro vero che, in questo mese, troverete qui sul blog due interviste, realizzate da chi scrive, a Cristiana Capotondi e Andrea Pezzi; un dialogo di Benedetta Carrara con uno degli scrittori italiani più emergenti a oggi, Matteo Porru; o che continueremo la storia di Sara Finardi, ma in maniera e con sfumature diverse, posizionando anche il blog sull’obbrobrioso comportamento dei cosiddetti politici italiani in relazione al DDL Zan. Ma, senza la rubrica sul rap di Dario Bartolucci Lupi, quella sulla scelta di Anna Lanfranchi, senza le produzioni poetico-prosastiche di Simone, o le riflessioni sulla morte nell’antichità portateci da Laura, i reportage al confine redatti da Lucia, gli scritti di Rebecca sul fantasy o quelli del sottoscritto sull’uomo contemporaneo e le sue più grandi questioni, tutte le eccellenze, gli articoli di maggior grido, quelli che su un giornale verrebbero stampati come titoloni, semplicemente, non sarebbero mai esistite.

Mai saremmo riusciti a pubblicare un’intervista con una delle attrici italiane più conosciute (chiaramente, Cristiana Capotondi), o quella con il compagno, Andrea Pezzi, ex conduttore e ora imprenditore e libero pensatore di successo, facendovi conoscere le loro profondità, chiacchierando con loro attorno a temi molto poco usuali nonostante la loro notorietà. Mai avremmo avuto l’idea di sfruttare questo spazio per dare voce a una persona quale Sara Finardi è, con tutte le caratteristiche che, fino a dicembre, imparerete a conoscere. Mai avremmo potuto contattare uno degli scrittori italiani più emergenti e dotati in Italia ponendoci quasi come “colleghi”, in quanto a giovane età e impostazione valoriale. Mai avremmo potuto, insomma, se, prima di tutto questo, non avessimo dedicato spazio a persone che non l’avevano mai avuto, se non avessimo dato forza a quei giovani autori che, anche grazie a iniziative come questa, hanno scoperto una loro passione, e così via – e facendo così abbiamo compiuto errori, certo, sempre e tanto, come ciascun essere umano, ma sempre con un obiettivo, chiaro e distinto: rendere questo spazio diverso dagli altri.
E così continueremo a fare: scelte di qualità – pur nella limitatezza connaturata a un gruppo di ragazzi – per proponenti e per temi; articoli miranti al forgiare tanto chi scrive quanto chi legge, caratterizzati da varietà di argomenti e di forme di stesura; e proposte, per dir così, “di eccellenza”, che diano maggior lustro alla piattaforma che li ospita ma che, soprattutto, come più di una volta ripetuto (e certo non per caso) in questo articolo, possa dare voce a chi non ce l’ha.

Nella piena consapevolezza che, come scriveva Roberto Saviano,

La parola non può cambiare le cose. Ma almeno ci prova.

Federico

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