A cuore aperto

E, purtroppo, al di là di facili entusiasmi, non c’è ragione per pensare che – soprattutto in un Paese così mal governato – il 2022 possa essere meno difficile.

Così, solo un mese fa, scrivevo nell’editoriale d’inizio anno.
Non che fosse una previsione difficile, eppure – purtroppo – è sembrata davvero azzeccata, e particolarmente nel suo inciso. Difficile, ma doveroso, prendere parte in questo editoriale circa la complicata questione del Presidente della Repubblica – parlo da cittadino singolo, non da redattore. Difficile tanto quanto accettare che, in un Paese democratico, la più alta carica dello Stato duri quattordici anni consecutivi, a prescindere da quanto bravo, competente e lungimirante possa essere. Difficile quanto lo è, ogni giorno di più, pensare a quale Parlamento ci “rappresenti”, a quali alte funzioni ricoprano uomini e donne così bassi, vili, meschini. Difficile, in un contesto simile, trovare la pace, lo zen, la tranquillità – in una parola, la calma.

La quiete dopo la tempesta, diceva qualcuno. E così s’intitolerà la rubrica del sottoscritto, che partirà questo mese e vi accompagnerà per marzo e aprile. Presentandovela in sintesi, attraverso il cinema, il teatro, la musica, la poesia, la prosa, la letteratura, lo sport, la filosofia, gli scacchi – in una parola, ciò che per chi scrive si può chiamare vita –, unendole a una descrizione il più possibile accurata del disagio storico, culturale, economico, ideale, politico e affettivo in cui viviamo oggi, cercheremo di, dopo aver descritto la tempesta, rintracciare una possibile quiete. A questa rubrica si uniranno idealmente quella di Anna Lanfranchi, che proseguirà il percorso già avviato sulla scelta, intesa sia nell’accezione etimologica – dell’ex-eligere, del selezionare, del preferire – sia in quello a cui siamo più abituati oggi, cioè quel tipico momento preceduto dall’indecisione dal quale non si ritorna più indietro (e qui abbiamo un ulteriore focus sull’individuo); e quella di Valeria che torna a scrivere dopo mesi di ricerca sul tema dell’atomica (e qui il focus si sposta sulla società). In particolare, Valeria ci parlerà del dibattito sull’energia atomica, nella sua applicazione sia civile sia bellica, ponendo al centro una domanda: la nostra epoca ne necessita per assicurare opportunità e sicurezze per il futuro o, al contrario, dovrebbe respingerla come una minaccia oggettiva per l’umanità e il pianeta? Oltre a questo, nel mese che verrà, s’avvieranno anche altre rubriche: quella di Francesca Parrotta, anche lei di ritorno dopo mesi di ricerca, che ci parlerà della matematica in senso lato – la sua importanza per comprendere il mondo in cui viviamo – e in senso stretto, sfatando falsi miti sulla figura del matematico e sulle sue caratteristiche; quella di Simone Consorti che, dopo il trittico di articoli fra prosa e poesia che ci ha offerto da ottobre a dicembre, punterà il fuoco più a stretto giro sull’ambito prosastico; e, infine, la rubrica della new entry, Giulia, che ci parlerà, confrontandoli, del cantautorato italiano degli anni passati e dell’indie di più recente tradizione. A tutto ciò si uniranno anche una recensione teatrale del sottoscritto, un racconto di Benedetta, la nuova rubrica di Lucia e un articolo esterno ancora in corso di definizione. E se pensate sia finita qui… vi sbagliate! Dopodomani e il giorno successivo, infatti, faremo ulteriori presentazioni: usciranno la biografia e l’intervista subito seguente di un nuovo componente della redazione, entrato dopo tanti articoli esterni – sto parlando di Dario Bartolucci Lupi, nome che ormai ben conoscete.

Un mese pieno, dunque. Molto denso, sia all’esterno, con le pubblicazioni, che all’interno: Francesca Giudici, Laura, Rebecca e Dario, infatti, si daranno alla sezione ricerca alla cui novità siete già da qualche tempo abituati, mentre chi vi scrive, assieme alle proprie (preziosissime) vice-redattrici, è come sempre al lavoro per garantirvi un presente e un futuro di (speriamo) grande qualità e impegno per questo piccolo grande blog.
Nella speranza che questo minuto spazio nell’enorme oceano dell’Internet possa, almeno un poco, aiutare i propri affezionati lettori a rintracciare, in questo mondo di così difficile lettura, un poco di coerenza, serietà e serenità.
Grazie,

Federico.

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