Riscrivere la storia: rosa

Marzo è il mese della storia delle donne. 

Il colore con il quale è necessario riscrivere la storia, nell’articolo di questo mese, è il rosa. Infatti, tra i vari personaggi della storia mainstream, ci sono degli assenti: le donne. Essendo le nazioni e le istituzioni statali di natura patriarcale, è più che naturale che i nomi delle donne siano assenti dai libri di storia. L’unica eccezione alla regola, e forse la più conosciuta, è quella di Cleopatra, nonostante sia importante evidenziare il fatto che lei venga ricordata principalmente per due aspetti slegati dalla dimensione politica. Cleopatra è ricordata in quanto amante di Cesare e Marco Antonio, e per i famosi bagni nel latte d’asina. La sua figura politica come regina d’Egitto non viene raccontata. 

A volte, il problema non è tanto l’assenza della figura femminile dalla storia, quanto il motivo per il quale quella donna viene ricordata. Saffo, poetessa greca le cui composizioni hanno ispirato Catullo e di conseguenza indirettamente influenzato la lirica d’amore moderna, non viene di certo studiata tanto quanto i suoi colleghi uomini. E se ricordata, viene ricordata in quanto presumibilmente lesbica. La sua impronta nella storia è generalmente considerata nel fatto che la parola stessa “lesbica” viene dalla sua residenza a Lesbo, dove Saffo si faceva carico d’istruire le fanciulle prima del matrimonio. Nell’Antica Grecia, queste scuole esistevano anche per gli uomini. Ciò che è necessario sottolineare è che nessuno ricorda Platone, Aristotele oppure Socrate per le loro scelte sessuali; vengono, invece, ricordati prima di tutto per la loro filosofia. 

Ci sono poi donne che vengono cancellate dalla storia in toto. Per celebrarle, ho deciso di scegliere tre di loro e raccontare qui brevemente la loro storia – sto parlando di Zenobia, Ipazia e Cristina Belgioioso. Tre nomi, tre ambiti, tre epoche diverse. 
Zenobia, regina di Palmira alla morte del marito (ricordiamo che lo Stato rimane sempre e comunque un’istituzione patriarcale), perseguì una politica ostile all’Impero Romano e conseguì svariati successi, puntando all’indipendenza del suo regno. Dopo aver perso alcune battaglie, venne portata a Roma e lì trascorse gli ultimi anni della sua vita. 
Lo stesso valse per Ipazia, consigliera degli Imperatori Romani nell’Alessandria del 400 d.C. nonché matematica e filosofa. Di lei si hanno notizie solamente in quanto insegnante di Sinesio, un cardinale cristiano. Ipazia venne linciata dai cristiani in sommossa, e le sue opere andarono tutte perdute. Si pensa, sulla base dei racconti di Sinesio, che fosse arrivata vicino alla dimostrazione del teorema di Keplero secoli prima della nascita dello stesso.
Cristina Belgioioso, in onore alla quale è stata recentemente installata una statua nel centro di Milano, fu una scrittrice e donna politicamente attiva all’inizio dell’Ottocento, parte dei movimenti dell’Italia insorta. Dama che si potrebbe definire anacronisticamente “indipendente”, fu figura centrale della sua epoca dal punto di vista filosofico e politico. 

Le donne delle quali vi ho appena narrato la storia non sono le sole eccezioni al dominio maschile del campo politico, matematico, filosofico e poetico; dipingerle come tali rende più difficile per le donne di oggi essere la regola, e non più l’eccezione. 

C’è una tendenza, forse partita dal femminismo stesso, che vuole dipingere le donne pre-femministe come vittime del patriarcato. Incapaci di esprimersi, vittime d’istituzioni che le volevano madri e mogli prima che persone. Con questa concezione vittimista, di esclusione dall’istituzione patriarcale, il femminismo è riuscito a rivendicare il diritto al voto, la possibilità di partecipare alla politica di un paese e così via. Ma per formare individui che diano valore al pensiero delle donne e al pensiero femminile, è necessario che questi individui (sia donne sia uomini) siano abituati a ricevere input sia dal pensiero maschile sia dal pensiero femminile, nel corso della storia. 
Da questa tendenza, sbagliata, nasce la necessità di raccontare una storia diversa, nella quale le donne siano raccontate e dalla quale non siano più escluse.

Lucia

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