Mondi lontanissimi

*avviso al lettore: nella versione mobile appaiono sopra le illustrazioni e sotto le poesie a cui si riferiscono (il mancato stacco fra queste non è modificabile da noi in alcun modo). Per visionarle a fianco delle stesse, ma anche per una più completa e gradevole fruizione in generale, vi basterà attivare la visualizzazione desktop – cosa che vi consigliamo fortemente per vedere le immagini a fianco del testo, posto il fatto che la visualizzazione da computer resta comunque preferibile. Specifichiamo infine che, per evitare a capo fuorvianti (nella versione desktop) rispetto agli originali, abbiamo uniformato i font delle poesie, rimpicciolendolo a seconda delle necessità. Grazie.

Il samovar, Fabio Buonocore (illustrazione di Lara)
Scintillante d’un ottone enorme
il samovar nella Kharkiv-Passazhyrskyi
convergenza di moti rettilinei e moti centrali 
autobus, taxi, linee, ferrovie, tram   
trecentosessanta litri
trecentocinque chili 
di estenuante acqua a bollore  
calda, furiosa per il tè. 
“Simferopol circa 7 ore 
Kiev circa 5 ore 
Poltava circa 2 ore”
tesi e contratti dagli annunci, dalla propaganda
una fiumana nel divieto, nella sosta internazionale 
mostrano preoccupazione 
le coreografie urgenti delle suole sui cementi 
le partiture ritmate dei freni e delle pastiglie sugli sbuffi dei treni
e lontani i peregrinare dei volti curiosi, attenti
nei dettagli del XX secolo 
della chiesa di Blagoveschensky. 
Ma dal cielo brillare 
ghirlande d’orgoglio patriota 
in stormi di uomini e donne 
costretti a volare 
i soldati sopra un ospedale. 
E nella notte del 2 marzo 
undici bombe incontrano il palazzo del governo regionale 
sono rimasti gli scheletri degli edifici, i reparti svuotati
i corpi dei civili mummificati, alcuni legati, altri coperti 
a testimoniare Kharkiv
e il samovar non esiste più. 


Settembre non fa promesse, Simone Consorti (illustrazione di Sofia)
Settembre non fa promesse
niente estati uniche
che poi sono sempre le stesse
Niente squali vegani
o sabbia magica dei sette mari

Settembre non promette niente
Per questo sulla spiaggia
c’è meno gente
meno chiasso meno baci meno feste

Davanti al mio dondolo rosso
passa un nudista in borghese
e poi due bambine
con al guinzaglio un aquilone
Vanno piano
pestando alla perfezione le loro orme
E nessuno si aspetta niente
tranne ottobre


I ciechi conoscono i cieli, Simone Consorti (illustrazione di Sofia)
I ciechi conoscono i cieli
e spesso hanno un loro concetto
degli arcobaleni
Più di tutto sono esperti di spazi immensi
e di giorno vanno di notte nei deserti

Ci vuole immaginazione
per credere nelle rose
ci vuole un bel po’ d’esperienza
per setacciare la realtà dall’apparenza

A volte un cieco giovane
ritorna un cieco vecchio
ma ho visto ciechi che hanno visto ciechi
che hanno visto ciechi
che hanno visto se stessi allo specchio


#4, Carla Marzo (illustrazione di Alice)
un giorno finirà tutto 
non so come 
forse col sorriso 
forse con la maschera 
quella di Pierrot 

un giorno ti sveglierai 
non ci sarò più 
le arlecchinate non serviranno non so perché 
ma potrai restare a terra 

metterò da parte tutto 
le mezze maschere 
le relazioni 
i mezzi sorrisi 
i canovacci 
tutto metterò da parte 

un giorno, giuro, smetterò –

A cura di Federico

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