Ritratti in movimento

*avviso al lettore: nella versione mobile appaiono sopra le illustrazioni e sotto le poesie a cui si riferiscono (il mancato stacco fra queste non è modificabile da noi in alcun modo). Per visionarle a fianco delle stesse, ma anche per una più completa e gradevole fruizione in generale, vi basterà attivare la visualizzazione desktop – cosa che vi consigliamo fortemente per vedere le immagini a fianco del testo, posto il fatto che la visualizzazione da computer resta comunque preferibile. Specifichiamo infine che, per evitare a capo fuorvianti (nella versione desktop) rispetto agli originali, abbiamo uniformato i font delle poesie, rimpicciolendolo a seconda delle necessità. Grazie.

Restauri, Marco Cavallero (illustrazione di Giulia)
Quanto amore è necessario
Per restaurare una tela esausta?

Carta giapponese 
Per proteggere la pellicola pittorica
Tela da rintelo 
Per la foderatura
Miste di alcool e trementina 
Per spulire le vernici ossidate
Stucco francese
Per restituire le cadute
Pigmenti reversibili 
Per attenuare il trauma
Delle mancanze di colore

E un canterano dell’Impero?
Solventi di pulizia
Colle naturali
Cera d’api e gommalacca. 

Ma perché allora
Con lo stesso amore
Non posso riunire
I cocci
Del mio cuore infranto?

Stanno
Sul banco da lavoro

Ma le mie mani inerti 
Non hanno perizia

A saldarli


Bestia calma, Daniele Beghè (illustrazione di Sofia)
Cementata al terreno la panchina,
corpo di legno e metallo,
è una bestia calma, un’abitudine,
a bordo strada, se l’accarezzi sul dorso 
fa le fusa, fraterna ti accompagna
alla svolta, una decina di metri più avanti.


Riflessioni su una stanza d’albergo, Daniele Beghè (illustrazione di Bianca)
Vivo fra le stesse mure  costruite
dai miei nonni, nelle feste comandate
pranzo nei piatti col filo d’oro
del loro matrimonio, 
dormo nel letto dove concepirono
la vita che mi  generò, 

                                –   le spesse lenzuola 
di canapa sono stipate  ancora 
nel grande armadio a guardaroba -.

So tutto di chi sostò in questo luogo,
di chi per un attimo cerco refrigerio
sotto il noce del giardino.

Tutti, ad uno ad uno  

                – ai tempi del primo  non capivo
il significato di quel transito –

li ho accompagnati,  scortati
dagli altri animali che avevano
tenuto in braccio, 
fino all’ultimo gradino.

La toilette smaltata di bianco
è rimasta nella animata hall 
di questo albergo liberty
a conduzione famigliare.

A cura di Federico

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