Sistema indipendente – i libri nel 2022

“Sognare il sogno impossibile
Combattere il nemico invincibile
Questo è il mio scopo” –
Miguel de Cervantes, Don Chisciotte della Mancia (dall’insegna della Scugnizzeria a Melito di Napoli)

Secondo un report di Confcommercio di maggio 2022, “nel corso del 2021 oltre il 50% delle librerie italiane ha segnalato un aumento dei clienti entrati nei negozi e un aumento dei libri acquistati rispetto al 2020.” Stando a questi dati, le librerie – magazzini della storia, della cultura e del pensiero – se la stanno cavando bene in questo periodo storico. 
Sembrerebbe una notizia positiva! Ma è davvero così? Secondo i dati ALI (Associazioni Librai Italiani), in sette anni (2012-2019) si è assistito ad una diminuzione delle librerie pari a -337 in termini di variazione assoluta. Di conseguenza, 13 milioni di italiani non hanno una libreria nel comune di residenza. Questo è quanto affermato in una lettera di Paolo Ambrosini, Presidente dell’ALI, il quale in passato ha sottolineato che per la compravendita dei libri è necessario non cedere alle multinazionali: infatti, queste pagano pochissime tasse in Italia e rappresentano una concorrenza spietata nei confronti delle piccole librerie. Resistenza ad Amazon, quindi. 
A riguardo, alcune case editrici hanno preso decisioni nette in contrapposizione a quella che sta diventando una piattaforma monopolizzante del commercio internazionale: ad esempio, Edizioni E/O non vende alcun suo libro su Amazon, in seguito a uno scontro sulla scontistica tra la casa editrice e la piattaforma di e-commerce. 
Per approfondire questa questione, e in generale il mondo delle librerie italiane, ho intervistato tre librai indipendenti di tre zone diverse d’Italia. Rosario Esposito La Rossa della Scugnizzeria, la prima libreria di quartiere tra Scampia e Melito di Napoli; Alessandra Laterza, che ha aperto Booklet Le Torri a Tor Bella Monaca, nella periferia di Roma, e infine Giorgio Santangelo della Confraternita dell’Uva a Bologna. 
Alessandra Laterza sposa la causa di E/O, e s’infervora sottolineando che ci sono importanti autori che scelgono di fare prevendita dei propri libri sulle piattaforme e-commerce, invece che affidarsi ad una libreria di quartiere, magari periferica. Ma Rosario Esposito La Rossa della Scugnizzeria (nonché direttore editoriale della Marotta e Cafiero e di Coppola Editori) ritiene che il problema in Italia non è Amazon. “In Italia ci sono quasi 3000 comuni senza librerie, è facile dire ‘non comprate da Amazon’.” Anche Giorgio ricorda che ci sono moltissime zone in Italia, nell’Appennino e nelle Alpi, dove le librerie sono completamente assenti: il corriere di Amazon a questo punto è un’ottima promozione alla lettura, anche se in termini economici è un ostacolo al lavoro delle piccole librerie. Da questo punto di vista, la pandemia ha permesso la scoperta di nuove forme di vendita anche per queste piccole realtà: è il caso di bookdealer.it, un portale nato durante la pandemia che raccoglie quasi 800 librerie italiane e permette la compravendita di libri online, garantendo un ritorno economico alla libreria stessa.
Ma è davvero importante sostenere questo tipo d’impresa? Che differenza c’è tra comprare un libro da Amazon o da una grossa libreria di catena piuttosto che affidarsi ad una libreria indipendente? Secondo Rosario e Giorgio, bibliodiversità è la parola d’ordine. La differenza tra una libreria indipendente e una di catena è nelle scelte editoriali, che nel secondo caso vengono imposte dall’alto. Rosario, come editore, sottolinea che la maggior parte dei nuovi autori di nicchia viene trovata per caso, facendo scouting nelle piccole case editrici. È una questione di scelte, come lo è stata per Alessandra Laterza, che ha scelto di non vendere il libro di Giorgia Meloni (Io sono Giorgia, Rizzoli, 2021) nella sua Booklet Le Torri della periferia romana. “Io voglio raccontare altre cose ai bambini che vengono nella mia libreria”. Infatti, nelle parole di Mauro Falciani, libraio e mentore di Giorgio, il compito di un libraio è quello di “vendere libri senza vendersi l’anima.” Il punto, secondo Rosario, è che le librerie devono assolutamente modernizzarsi: essere più un presidio che un negozio. Pur non potendo mai essere veloce e efficiente come Amazon, una libreria può essere molto più umana di un sito web.
Tutte le librerie qui raccontate, infatti, sono presidi di laboratori, iniziative culturali, centri sociali. Nel caso della Scugnizzeria e di Booklet Le Torri, la sfida è rendersi tale in un contesto sociale periferico, dove i libri “non servono”. Per avvicinare i ragazzi alla lettura, Alessandra ha organizzato gruppi di lettura con le giovani mamme tramite l’associazione Libriamo Torbella, per incoraggiarle così a leggere ai propri figli: “i bambini”, dice, “imparano per assimilazione: se è possibile, bisogna sempre partire dalla famiglia”. Tor Bella Monaca, dove sorge la libreria di Alessandra, è paradossalmente il quartiere dove si trova l’Università Tor Vergata e l’Agenzia Spaziale Italiana: nonostante ciò, solo il 4% dei residenti si laurea. In questo contesto, Booklet Le Torri vuole essere un modo per dire ai ragazzini: “studia, leggi questo libro. Magari scopri un mondo diverso da quello che sei abituato a vedere.”
In tutto ciò, come collochiamo i lettori? Ma soprattutto, ce ne sono abbastanza? Secondo i dati AIE (Associazione Italiana Editori), nel 2018 solo 5 milioni di italiani leggevano almeno un libro al mese: di fronte a questi dati, lo Stato ha promulgato la legge sul libro a marzo 2020 per incentivare la lettura e favorire le piccole librerie. Ma secondo Alessandra, la legge sul libro non ha cambiato l’approccio dei lettori: un lettore non viene spinto da una legge ad andare in libreria. 
Il problema è un altro. Secondo i dati dell’Osservatorio sulle librerie in Italia realizzato dall’ALI, ad oggi gestire una libreria costa molto di più rispetto agli anni passati, e la situazione è destinata a peggiorare nel 2022. Questo è anche il caso di Booklet Le Torri a Tor Bella Monaca, che peraltro è il quartiere di Roma con il più alto numero di pregiudicati e il PIL più basso della città. L’affitto in aumento del locale dove si trova la libreria ha reso difficile per Alessandra far quadrare i conti. La libreria si trova tuttora in una situazione di stallo, perché il proprietario del locale non vuole credere al progetto, anche se il debito è stato saldato tramite un crowdfunding. Che questo sia legato al caso mediatico che Booklet Le Torri ha causato per essersi rifiutata di vendere il libro di Giorgia Meloni? 
Ad ogni modo, il caso di Booklet Le Torri è esemplificativo di quanto queste realtà siano tanto preziose quanto fragili. Come ricorda Giorgio, “per quanto possa essere romantico il mondo dei libri, la libreria è pur sempre un’impresa” e come tutte le imprese, affronta le problematiche dell’economia globale. Negli ultimi tempi, questi sono stati legati anche ai rincari dovuti alla mancanza delle materie prime (in questo caso, la carta) per la guerra tra Russia e Ucraina. Nonostante le difficoltà, le librerie rimangono luoghi preziosi. Secondo Rosario, per ogni quartiere dovrebbe essere normale avere una libreria: un punto di riferimento per i ragazzi, che li avvicini alla lettura quando tutto ciò che hanno intorno invita a fare il contrario. Sicuramente ordinare un libro su Amazon è più veloce, ma è fine a sé stesso. Bisogna invece educarsi alla curiosità, ma soprattutto capire che ogni nostra scelta di acquisto contribuisce a sostenere economicamente un determinato sistema, un sistema i cui attori principali diventiamo proprio noi.

Lucia

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