Decalogo della lamentela

26.12.2021Si leva uno stormo nel cielo dal terreno inedificato della porta accanto. Mia madre e mio padre hanno costruito questa casa vent’anni fa, pagata in lire con un’eredità e due semplici richieste: un camino, e una porta finestra antisfondamento. Sulla seconda richiesta, mio padre ne ha da ridire. Adesso il vetro è crepato, un mucchietto... Continue Reading →

Atto terzo

Marianna e Alice Alice piangeva sulla soglia della porta mentre Marianna consumava il suo yogurt. Erano le dieci in punto nel condominio Valeri, i bambini erano a scuola e gli anziani annaspavano nell’afa. Pina tirava su dai fili delle lenzuola bianco latte e la figlia, china sul lavello, sfregava contro le federe un tozzo di Marsiglia. Nella... Continue Reading →

Atto secondo

Samuele «Vent’anni fa viaggiavo alla velocità della luce per andare via. Avevo un cane, un terreno poco fuori Trieste; una roba così lontana che a immaginarla non ci riusciresti nemmeno. Me ne stavo tutto solo a fumare Benson Gialle.Scolpivo lì, sì. Avevo una stanza piena di busti, una serie di cose tutte da buttare. A... Continue Reading →

Atto primo

Camille Immagino sia liberatorio, essere liberi di essere nessuno. Se dimenticassi sul marciapiede un mozzicone di sigaretta, chi se ne accorgerebbe?Sarei in grado di perdere il treno pur di fumare. Di guardare le porte chiudersi e le attese future. Ci sono posti, a Roma, che nessuno conosce. L'anno scorso, mi ricordo bene, ho portato Camille... Continue Reading →

Atto zero

Si dice che dalla vita si possa trarre ispirazione. Sono stati giorni affannati, i miei, metodici e per niente meticolosi. Più che mai, adesso, dovrei scrivere. Senza inventare, semplicemente raccontando.Così, mentre mi arrovello il cervello fumando, penso al signore del condominio accanto che alle tre di notte recita un copione; ieri sera parlava di Gesù... Continue Reading →

Essere soli (e multipli)

“L’ossessivo perde la possibilità di vedere il mare, di immergersi, nuotare ed essere felice perché è concentrato sull’impossibile ricerca di misurarne l’estensione/i margini al fine di evitare di affrontare la paura della sua grandezza e della possibilità di annegare.” - Alessandro Baricco, Oceano Mare Ho imparato a riconoscere il numero degli autobus da lontano, io... Continue Reading →

La storia mai scritta

Il primo giorno d'estate L’odore della sigaretta l’aveva resa stanca; aveva tradito il patto. Una cavalcata ambigua se l’era trascinata da parte a parte, un’esplorazione nella borgata tra cassonetti finti e stratificazioni d’immondizia. Poi, arrivata a destinazione, le era stato negato l’acquisto: al di sotto dei quindici euro non era possibile pagare con bancomat. Che... Continue Reading →

La campana di vetro

Lettera a me stessa Cara Em, tutti pensano che dovrei partire dal principio, mentre a me piace la fine. Dall’alto della mia campana di vetro guardo un mondo incredibilmente pallido, sempre disposta a continuare. Mi accomodo su una sedia di plastica, tra stranieri e monumenti, e scruto attentamente la discesa di un raggio di sole. “Sei luce o... Continue Reading →

Da Roma, con amore

Se solo mi sentissi ispirata, ti sposerei nel silenzio padrona del niente.  Ho letto che per amare bisogna avere il cuore nobile, così ho iniziato una preghiera scomoda; una di quelle che non appena hai finito ti lasciano a metà tra il buio e la luce. Adesso immagina una candela, i tuoi capelli, i miei... Continue Reading →

Lettera a mio padre

Il testimone Caro papà,ti scrivo da un posto chiamato futuro. Ce l’hanno consegnato in fretta e disastrosamente, senza aspettare. Ti ha colto di sorpresa una notte di tanti anni fa, quando mi svegliasti di soprassalto e io penzolai dal mio soppalco con le sembianze di una scimmia.  Nel tuo tempo ho sette anni, e tu appena... Continue Reading →

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