Atto primo

Camille Immagino sia liberatorio, essere liberi di essere nessuno. Se dimenticassi sul marciapiede un mozzicone di sigaretta, chi se ne accorgerebbe?Sarei in grado di perdere il treno pur di fumare. Di guardare le porte chiudersi e le attese future. Ci sono posti, a Roma, che nessuno conosce. L'anno scorso, mi ricordo bene, ho portato Camille... Continue Reading →

Atto zero

Si dice che dalla vita si possa trarre ispirazione. Sono stati giorni affannati, i miei, metodici e per niente meticolosi. Più che mai, adesso, dovrei scrivere. Senza inventare, semplicemente raccontando.Così, mentre mi arrovello il cervello fumando, penso al signore del condominio accanto che alle tre di notte recita un copione; ieri sera parlava di Gesù... Continue Reading →

Essere soli (e multipli)

“L’ossessivo perde la possibilità di vedere il mare, di immergersi, nuotare ed essere felice perché è concentrato sull’impossibile ricerca di misurarne l’estensione/i margini al fine di evitare di affrontare la paura della sua grandezza e della possibilità di annegare.” - Alessandro Baricco, Oceano Mare Ho imparato a riconoscere il numero degli autobus da lontano, io... Continue Reading →

La storia mai scritta

Il primo giorno d'estate L’odore della sigaretta l’aveva resa stanca; aveva tradito il patto. Una cavalcata ambigua se l’era trascinata da parte a parte, un’esplorazione nella borgata tra cassonetti finti e stratificazioni d’immondizia. Poi, arrivata a destinazione, le era stato negato l’acquisto: al di sotto dei quindici euro non era possibile pagare con bancomat. Che... Continue Reading →

La campana di vetro

Lettera a me stessa Cara Em, tutti pensano che dovrei partire dal principio, mentre a me piace la fine. Dall’alto della mia campana di vetro guardo un mondo incredibilmente pallido, sempre disposta a continuare. Mi accomodo su una sedia di plastica, tra stranieri e monumenti, e scruto attentamente la discesa di un raggio di sole. “Sei luce o... Continue Reading →

Da Roma, con amore

Se solo mi sentissi ispirata, ti sposerei nel silenzio padrona del niente.  Ho letto che per amare bisogna avere il cuore nobile, così ho iniziato una preghiera scomoda; una di quelle che non appena hai finito ti lasciano a metà tra il buio e la luce. Adesso immagina una candela, i tuoi capelli, i miei... Continue Reading →

Lettera a mio padre

Il testimone Caro papà,ti scrivo da un posto chiamato futuro. Ce l’hanno consegnato in fretta e disastrosamente, senza aspettare. Ti ha colto di sorpresa una notte di tanti anni fa, quando mi svegliasti di soprassalto e io penzolai dal mio soppalco con le sembianze di una scimmia.  Nel tuo tempo ho sette anni, e tu appena... Continue Reading →

Sul finire delle briciole

Vorrei dire tante cose, dovrei dire tante cose. Certi pensieri rimangono a galla, anche quando ci crediamo diversi. Come nell’estate che ha preceduto quest’inverno, per la prima volta mi sono sentita Donna, adesso indietreggio e poi avanzo come il caro Saltatempo; sono infantile, sono infatuata e ansiosa per la vita che mi aspetterà. Non so... Continue Reading →

Linee di matita

Gli stereotipi nella società Per quanto parlare di stereotipi consti di fatti — a oggi — piuttosto oggettivi, farlo in modo più intimo mi riporta agli anni dell’infanzia e alla magra consapevolezza che, per proteggerci da quanto differisce da noi, creiamo spesso delle distanze inalienabili.  Quando si è bambini, i ruoli sono linee trascrivibili a... Continue Reading →

Parlare senza dire niente

La mente e il linguaggio del corpo Siete seduti in metro, davanti a voi un anziano con la testa china si guarda intorno con gli angoli della bocca rovesciati. Vi sembra stanco, fino a che non notate la saldezza delle mani e vi dite allora: “sicuramente è triste”. Diventate improvvisamente consapevoli del fatto che non... Continue Reading →

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