Al di là della nostra idea occidentale

Il Giappone non è solo una donna in kimono, truccata e pettinata come una bambola, che si piega rispettosamente per servire il tè su tavolini incassati a terra, un uomo d’affari soddisfatto nel suo ufficio splendente in cima a un grattacielo che si affaccia sulla metropoli. Il Giappone è anche un uomo d’affari che all’uscita dal... Continue Reading →

Un mondo fluttuante

Ciò che penso di conoscere del Giappone – scopro appena dopo averne scritto un’introduzione sentimentale – è del tutto soggettivo: la mia esperienza è talmente circoscritta da non riuscire minimamente ad abbracciare la totalità di un mondo a sé. Mi limito a sensazioni e racconti che vengono da lontano, nel tempo e nello spazio, e... Continue Reading →

Dal Giappone con amore

Quando vedrò finalmente il Giappone, per prima cosa andrò a cercare il piccolo borgo in cui nacque Nichiren Daishonin, monaco fondatore della pratica buddista che mi accompagna fin dall’inizio della mia vita. In quel luogo, cercherò di immaginarmelo raccogliere alghe per aiutare i suoi genitori al lavoro, facendomi permeare dall’odore di salsedine per lui così... Continue Reading →

Dov’è la poesia?

Una giornata trascorsa a musica e poesia; o meglio, ad ascoltare musica e scoprire, stupita, un film che riesce a parlare di poesia senza provare a spiegarla – Paterson.Il titolo è il nome del protagonista – che si chiama come la città in cui vive –, un autista di bus che scrive poesie. In una... Continue Reading →

Il mio cuore a Parigi

Una nuova dimensione Sto addentando un mochi, un tipico dolcetto giapponese — esperienza nuova e sconvolgente per il mio palato occidentale. Al primo morso, storco il naso. Una volta finito, mi chiedo quale sia il motivo del senso di viscidume che mi lascia: è molle, ma non come una gelatina, la gelatina è anche consistente... Continue Reading →

Fuori il mondo

Oggi mi sento così. Cedevole e malinconica, brutta e triste. Devo buttare fuori il mondo, adesso lo faccio.Vivere di scrittura — mi piacerebbe ogni tanto. La mia scrittura mi plasma, fornisce un ritratto di me che mi sconvolge. Ho bisogno di lei. Lei mi ascolta e mi consiglia. Voglio scrivere di imbarazzo, di brutte cose e... Continue Reading →

Emma

Jane Austen, 1815 Jane Austen si presenta immediatamente all’immaginazione collettiva con una sua rappresentazione molto diffusa che la ritrae in una classica posa e con addosso un abito modesto tipico del suo secolo, il Settecento; risulta abbastanza difficile riuscire a identificare quell’immagine tanto convenzionale — nonché priva di una particolare espressività — con quella scrittrice... Continue Reading →

Piccole donne

Louisa May Alcott, 1868-69 Io qui voglio azzardarmi — abbastanza temerariamente, sebbene non sia la prima — a definire “femminista” il romanzo di cui ancora oggi probabilmente la maggior parte delle donne ha fatto esperienza durante l’infanzia. Il racconto dettagliato delle vite delle sorelle March, ovvero Meg, Jo, Beth e Amy, che affrontano le difficoltà... Continue Reading →

Una stanza tutta per sé

Virginia Woolf, 1929 Che cosa rende l’opera di Virginia Woolf abbastanza attuale e interessante da essere richiamata nel 2020 come esempio di letteratura precorritrice di quel movimento, ancora oggi controverso, che si chiama femminismo? Quale può essere la rilevanza, alla luce di questo nuovo secolo, di un saggio sulle donne e la scrittura, tratto da... Continue Reading →

Al confine

L'America che sognava mia madre Mia madre mi aveva promesso che da grande avrei potuto camminare a piedi nudi sulla sabbia di Venice Beach, visitare Los Angeles e la baia di San Francisco, per poi trasferirmi in un grattacielo a New York dove lavorare, sposarmi e avere dei figli con una donna fortunata. Anni dopo,... Continue Reading →

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